Venezia 2016. La región salvaje

La region salvaje

La región salvaje **

Il quarto film di Amat Escalante, premio per la miglior regia a Cannes nel 2013 per Heli, nasce da due notizie di cronaca nera, lette su un giornale locale di Guanajuato, la capitale della regione più cattolica e conservatrice del Messico.

I due episodi – lo stupro di una giovane nei boschi e il ritrovamento del cadavere di un infermiere – sono tuttavia solo lo spunto iniziale che spinge Escalante a raccontare le frustrazioni familiari e sentimentali di un piccolo gruppo di personaggi, legati tra di loro da una misteriosa creatura che vive nei boschi e con cui tutti dovranno confrontarsi.

L’irrompere dell’elemento sovrannaturale, perturbante in maniera classica, consente al regista di scavare nell’animo insoddisfatto e represso dei suoi personaggi e nei loro più intimi desideri.

La región salvaje è un film sulla sessualità, sul piacere, sull’appagamento del corpo. L’intento di Escalante è quello di mettere alla berlina l’ossessione religiosa e moralista della sua comunità per il sesso e il piacere.

Alejandra è una giovane madre di due bambini. Lavora nella fabbrica di dolci della suocera. Suo marito è l’amante del fratello Fabien, un infermiere amorevole e simpatico.

Quando all’ospedale si presenta Veronica, con una brutta ferita all’addome, i destini dei quattro troveranno il modo di procedere in parallelo.

Nel frattempo nel bosco, c’è un capanno, dove uno scienziato hippie e la moglie nascondo un segreto capace di sconvolgere la vita dei protagonisti.

Se le intenzioni di Escalante sono chiare e persino condivisibili, il suo film non riesce mai davvero a ricondurle ad unità. Il lato realistico, il melò omosessuale, la critica sociale e politica, il coté fantascientifico e il thriller al femminile rimangono spunti interessanti e poco più, in un film fondamentalmente irrisolto, nel quale le singole parti non riescono mai a farsi metafora o anche solo monito.

La región salvaje rimane così un divertissement bizzarro, a tratti potente e indovinato, più spesso solo confuso e contraddittorio, complessivamente insoddisfacente.

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