Venezia 2016. The Light Between Oceans

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The Light Between Oceans **

Su una remota isola australiana, negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, il guardiano del faro Tom (Michael Fassbender) e sua moglie Isabel (Alicia Vikander), vedono cambiare le loro vite quando il mare spinge fino a loro una barca alla deriva con un morto e una neonata. Tom and Isabel sono una coppia già provata da due aborti e un bambino nato morto. Dopo le prime resistenze di Tom, i due decidono di crescere la neonata e di chiamarla Lucy.

Dopo il brutale e controverso Blue Valentine e il fatale Come un tuono, Derek Cianfrance arriva al Lido con uno dei film più attesi dell’autunno, interpretato da Michael Fassbender e Alicia Vikander, chiacchieratissimi sul set e fuori.

Tuttavia il film, tratto da un romanzo forse buono per le sale d’attesa degli aeroporti, è un melò fuori tempo massimo, che racconta la storia di una coppia innamoratissima incapace di avere figli e confinata sull’isola di Janus, su cui c’è solo un faro che si affaccia su due oceani.

Siamo alle soglie degli anni ’20, Tom è tornato da quasi quattro anni dentro le trincee della Seconda Guerra Mondiale e il lavoro al faro gli appare un approdo solitario dopo tanta devastazione. La giovane Isabel, conosciuta nel vicino paese sulla terra ferma, se ne innamora a prima vista.

Per raggiungerlo sull’isola di Janus, tuttavia Isabel deve sposarlo. La felicità dura lo spazio di due gravidanze terminate troppo presto, quando una mattina una barca a remi si infrange sulla loro spiaggia: trasporta un uomo biondo, privo di vita, e una piccola neonata.

Quando Isabelle convince Tom a non denunciare l’arrivo della barca, lasciando credere a tutti che la piccola Lucy sia figlia loro, i sensi di colpa e i rimorsi finiscono per travolgere le loro vite.

Il film di Cianfrance è tuttavia un concentrato di ovvietà e svolte drammatiche telefonatissime, che sarebbero sembrate stucchevoli persino in un melodramma ottocentesco.

Da un regista che aveva messo a nudo i rapporti di coppia in modo così crudele con Blue Valentine, difficilmente ci saremmo attesi un film così fiacco, prevedibile, zeppo di clichè e lacrime, sguardi torvi, bambini strappati alle madri e poliziotti feroci.

Il cast esegue disciplinato, Alexandre Desplat ci aggiunge una colonna sonora old style che non aiuta.

Un pasticcio indigesto che delude ogni attesa e che trasforma l’incendiario Cianfrance, in un pompiere a tutte lacrime.

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