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Cannes 2016. Un padre una figlia – Bacalaureat

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Un padre una figlia – Bacalaureat ***

Romeo Aldea, a physician living in a small mountain town in Transylvania, has raised his daughter Eliza with the idea that once she turns 18, she will leave to study and live abroad. His plan is close to succeeding -Eliza has won a scholarship to study psychology in the UK. She just has to pass her final exams – a formality for such a good student. On the day before her first written exam, Eliza is assaulted in an attack that could jeopardize her entire future. Now Romeo has to make a decision. There are ways of solving the situation, but none of them using the principles he, as a father, has taught his daughter.

Dopo la Palma d’oro conquistata quasi dieci anni fa con 4 mesi 3 settimane e 2 giorni e il doppio premio per Beyond the hills, il rumeno Cristian Mungiu ritorna in concorso a Cannes con un film che affonda ancora lo sguardo nella societa’ post-comunista rumena, nei sogni della sua borghesia, nei suoi sacrifici, nelle scorciatoie che e’ costretta a prendere, in un sistema che alla piccola e grande corruzione non ha mai saputo rinunciare.

Romeo e’ un medico affermato, di quasi cinquant’anni. Vive in piccolo paese della Transilvania, assieme alla moglie sono rientrati in patria dopo la caduta di Ceausescu, con la speranza di cambiare le cose. Si sono accorti tuttavia che nessun cambiamento e’ davvero possibile e si sono concentrati su Eliza, la propria figlia, nel tentativo di evitarle lo stesso errore.

Lezioni private, lingue, rigore scolastico e una borsa di studio per un’universita’ inglese, che rappresenta un modo per evadere da un contesto provinciale e degradato.

Il futuro di Eliza e’ l’unico argomento di cui Romeo e la moglie riescono ancora a parlare: vivono come separati in casa, lui dorme sul divano e frequenta ormai da un anno, Sandra, una delle professoresse del liceo dove studia la figlia.

Pochi giorni prima degli esami finali, il cui esito e’ fondamentale, per garantire ad Eliza la borsa di studio, la ragazza e’ oggetto di un tentativo di violenza.

Con un braccio rotto e in stato di shock, le certezze della ragazza sembrano vacillare e costringono il genitore a cercare una soluzione, a qualunque costo…

Nel racconto di un padre disposto a tutto, pur di assicurare un futuro diverso alla figlia, venendo a compromessi con i propri principi e trasferendo sulle spalle della ragazza, tutto il peso dei suoi rimorsi e dei suoi rimpianti, Mungiu si tiene lontano dai grandi tormenti morali e dalle contraddizioni etiche delle istituzioni sociali e religiose, che aveva denunciato nei suoi film precedenti.

L’orizzonte e’ apparentemente meno vasto, eppure forse e’ ancor piu’ comune e diffuso: Romeo e’ un uomo onesto, che non accetta bustarelle e corruzione, pur nella sua posizione privilegiata. Ha insegnato alla figlia a fare altrettanto, a seguire una strada rigorosa, di studi e serieta’, per poter emergere dal contesto in cui la scelta dei genitori l’ha costretta a vivere.

Eppure quando il destino sembra prendersi gioco dei suoi propositi, un vecchio amico poliziotto suggerisce al protagonista di far valere i suoi contatti, di aggiustare qualche prova sfortunata, di mettere una buona parola con qualcuno che ha la possibilita’ di truccare il gioco.

E’ solo piccola corruzione, traffico d’influenze, scambio di favori: nonostante le remore, Romeo e’ costretto a cedere, per il bene di Eliza. Eppure, un passo alla volta, un cedimento alla volta, un errore dopo l’altro, tutta la fragile costruzione familiare di Romeo finisce per crollare.

Bacalaureat e’ un film indubbiamente meno sconvolgente dei precedenti e l’imperativo morale rimane meno evidente, attenuando la forza retorica dell’assunto.

Nel tentativo di raccontare a mezza voce la corruzione endemica delle istituzioni pubbliche e private del suo paese e della stessa borghesia che le innerva, Mungiu lavora di fioretto, su un intreccio meno complesso e simbolico, rispetto a quelli precedenti.

Il suo cinema viaggia sulle stesse coordinate morali di Kieslowski e con la stessa radicalita’ dei fratelli Dardenne.

Il finale questa volta rimane aperto, lasciando piu’ interrogativi che certezze, oltre all’impressione che, in fondo, Romeo sia pronto a pagare il prezzo dei suoi errori ed Eliza abbia infine trovato la sua strada, senza venire a patti con la propria onesta’.

Siamo lontani dal deserto morale dei film precedenti, lontani anche da quel senso claustrofobico di disumanita’, che lasciava indignati e senza risposte.

Mungiu sembra lasciarci con una nota di speranza, non solo per il destino di Eliza, ma anche per quello del figlio di Sandra, che al parco, davanti ad un bambino che non vuole rispettare le regole del gioco, senza ipocrisie, gli scaglia addosso un pietra…

Baccalaureat 2

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