Il racconto dei racconti: la conferenza stampa di Matteo Garrone

Tale of tales

Nel 2008 Gomorra vince al Festival di Cannes il Grand Prix. Nel 2012 Reality ottiene lo stesso riconoscimento. Finora le opere di Matteo Garrone hanno riscosso successo e notorietà nazionale ed internazionale e il suo ultimo lavoro Il racconto dei racconti (Tale of Tales), film di genere fantasy in cui il regista ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, sembra posseder ottime possibilità di avere lo stesso promettente futuro. Le premesse ci sono tutte già per il fatto che il film è stato nuovamente selezionato per il Festival di Cannes 2015 dove questa volta gareggerà in concorso insieme ad altri due grandi registi italiani Paolo Sorrentino con Youth e Nanni Moretti con Mia Madre. “Il premio più grande a Cannes è che il film vada bene in sala”, afferma Garrone, “Il racconto dei racconti è un film realizzato per il pubblico prima che per il concorso. Il fatto che a Cannes sia stato deciso di inserire in concorso tre registi italiani è stato un onore perchè facciamo tutti e tre film diversi e se queste opere piacciono è un segnale importante per il cinema italiano”.

Il racconto dei racconti è un progetto internazionale che vanta un cast d’eccezione costituito da Vincent Cassel, Salma Hayek e Toby Jones. Con una coproduzione italo-francese sostenuta da Rai Cinema, Il Ministero per i beni e le attività culturali e l’Apulia Film Commission, il film uscirà nelle sale italiane con più di 400 copie distribuite da 01 Distribution a partire dal 14 maggio, in concomitanza con la sua presentazione al Festival di Cannes.

Tratto da Lo Cunto de li Cunti, l’opera più antica d’Europa nel suo genere che raccoglie cinquanta fiabe scritte nel 1600 in lingua napoletana dallo scrittore partenopeo Giambattista Basile, Il racconto dei racconti è un fantasy con sfumature horror definito dal suo stesso regista una “scelta masochistica” per il genere e l’esperienza nuova in cui Garrone ha deciso di cimentarsi insieme ad un grande team di realizzatori (dalla scenografia ai costumi, dalla sceneggiatura alla fotografia, dal montaggio all’utilizzo di nuove tecniche per la resa degli effetti speciali): “I rischi sono molti e questo film ha attraversato diverse fasi, a partire da quella produttiva. Girandolo pensavo che mi sarei divertito e invece ci sono state molte difficoltà tecniche. Per un fantasy gli effetti speciali sono fondamentali e io, abituato a guardare le immagini sul set, non ero pronto ad affrontare un film diverso tecnicamente. Per questo è stata un’avventura”.

Il film è, pertanto, una completa novità e un percorso di crescita per Garrone stesso messosi in gioco con una sceneggiatura dallo spessore più letterario, con dei dialoghi in un linguaggio diverso (l’inglese) che inizialmente pensava di non poter padroneggiare ma “sul set ho sentito di aver la sensibilità di capire se qualcosa non funzionava” e con l’utilizzo di diverse tecniche registiche che l’hanno spinto ad abbandonare le riprese in sequenza anche perchè “quando hai sul set attori come Salma Hayek e Vincent Cassell che vengono pagati non si sa quanto al giorno non puoi permetterti di lasciarli fermi tre giorni”.

Durante l’incontro con la stampa romana per la presentazione del film in anterpima, Garrone spiega le motivazioni della scelta delle storie di Basile: “Ho scelto Basile perchè è un autore che ho sentito subito familiare. É un genio assoluto. I suoi racconti mi hanno colpito per i personaggi, la ricchezza visiva e l’originalità delle storie. Ho pensato che, invece di partire dalla realtà per arrivare alla fantasia, potevo fare il contrario: partire dai racconti magici e portarli ad una dimensione concreta e ralistica. Poichè, come molti sanno, io vengo dalla pittura e da studi pittorici, la ricchezza delle immagini mi faceva sentire tranquillo. Inoltre la mescolanza tra tragico e comico di Basile è molto vicina al mio gusto personale. Ero felice di sperimentare un genere nuovo e di fornire la possibilità di far conoscere questo scrittore italiano conosciuto da pochi, alle cui storie si sono ispirati Charles Perrault, i fratelli Grimm e Hans Christian Handerson, ad un pubblico più ampio”.

Consapevole dei rischi,”Il film nasce con l’ambizione di essere un film per il pubblico”, afferma Garrone, “Spero che in sala il pubblico si diverta e che gli resti qualcosa”.

Le storie scelte da Lo Cunto de li Cunti  sono La vecchia scorticata, La pulce e La cerva fatata, fiabe tutte al femminile in tre diverse età: “La scelte di queste tre storie è stata casuale. Avevamo deciso di adattarne altre ma poi la scelta si è basata su una questione di tematiche. Abbiamo reinterpretato queste tre storie, in cui abbiamo inserito anche altre immagini riprese dalle altre storie”.

Data la vastità della scelta, Garrone ammette che la materia (le fiabe di Basile) si adatta bene alla realizzazione di una serie tv o di un possibile sequel cinematografico. Considerata la fonte d’ispirazione, il regista ha voluto mantenere forte la componente della cultura non solo napoletana ma anche italiana: “Non volevamo fare un fantasy che imitasse quelli americani. Volevamo mantenerci nel genere ma con una componente italiana e napoletana forte. Probabilmente è stata una scelta giusta quella di far venire gli attori stranieri da noi in Italia. Questo mi ha permesso di mantenere ben salde le radici con il mio Paese e con Basile”. In seguito Garrone aggiunge: “Non è stata utilizzata la lingua napoletana perchè non volevamo che il film scadesse in localismi ma volevamo dargli un respiro universale”.

Per quanto riguarda le location, il regista spiega che la scelta si è basata sulla ricerca di luoghi reali ma che allo stesso tempo mantenessero una componente artigianale come se fossero stati ricostruiti in studio: “Il film si muove su questi due piani: realismo e ricostruzione. Ciò rimanda alle origini del cinema: una componente artiginale collegata a realtà e verità”. Lo stesso criterio è stato utilizzato per gli effetti speciali nella realizzazione di draghi, pulci giganti ed elementi fiabeschi che mantenessero la loro parte di illustrazione pittorica ma che sembrassero concreti e fatti di carne.

In merito alla scelta del cast, Garrone dichiara di aver scelto gli attori in base alla loro fisicità: “Salma Hayek sembrava poter vestire bene i panni della regina; Vincent Cassel mi sembrava avere insieme un carattere comico e tragico; l’attrice Bebe Cave, nei panni della principessa Viola, si è rivelata una grande sorpresa. È l’unica attrice che ho visto per quel ruolo e l’ho scelta subito. Viene dal teatro ma non pensavo che raggiungesse un così alto livello di performance come quello raggiunto nel film”.

“Il lavoro con gli attori non è stato diverso da quello che ho avuto nei film precedenti”, aggiunge Garrone, “Ho parlato con gli interpreti del loro personaggio. Di solito lascio piena libertà espressiva ma in questo caso la sceneggiatura è stata blindata. Tuttavia gli attori hanno avuto anche la possibilità di costruire il personaggio in base alla loro persona quindi la componente femminile del film è stata pienamente portata dalle attrici con la loro interpretazione”.

I temi riscontrati nelle tre storie intrecciate non sono lontani dalle tematiche già care a Garrone nei suoi precedenti film: la legge del desiderio che il regista dichiara essere una linea guida importante che muove i diversi personaggi e la trasformazione di anime e corpi che Garrone ammette essere una sua cara ossessione. In preparazione al film Garrone afferma di aver circondato lo studio con i cupi dipinti di Goya e di essersi ispirato alle prime stagioni della serie Il Trono di spade e ai lavori passati del regista fantasy Mario Bava.

Dopo aver spiegato la dedica finale del film a Nico e a Marco, uomini importanti nella sua formazione (il primo suo vero padre, un grande critico teatrale, scrittore e regista; il secondo suo secondo padre, compagno della madre, padre di suo fratello e direttore della fotografia nei suoi film precedenti, scomparso nel 2012), il regista conclude l’incontro dicendo che il film è costato 12 milioni di euro: “Ho prodotto altri film all’inizio della mia carriera con pochi soldi. Questo è il primo  che produco con un ingente budget grazie all’aiuto di Alessio Lazzareschi (produttore esecutivo). Anche Rai Cinema e il Ministero dei Beni culturali mi hanno dato grande appoggio. Il progetto è partito dall’Italia, in seguito ne sono entrati a far parte la Francia, l’Inghilterra e l’Apulia Film Commission. Importante è stato il supporto anche di Jeremy Thomas (produttore, regista e montatore britannico) che è stato con me sul set e mi ha dato consigli importanti”.

“Senza voler fare polemiche”, aggiunge il regista,”volevo dire che, una volta definito il progetto, non ho trovato nessuna banca italiana che mi desse i soldi per iniziare le riprese probabilmente perchè la mia casa di produzione risultava troppo piccola rispetto al progetto. Fortunatamente ho trovato una banca che mi finanziasse in Francia e mi dispiace dover dire di aver pagato gli interessi alla Francia piuttosto che all’Italia”.

Racconto dei racconti 3

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.