Points of view: Into the woods

2.Locandina

Into the woods

I fratelli Grimm e la Disney, Broadway e Hollywood: due binomi noti e sempre più saldi nella sfera dei musical cinematografici ad indicare che le storie dei fratelli Grimm hanno ispirato e continuano ad ispirare i Classici Disney così come, spesso, i musical in scena a Broadway ispirano le opere hollywoodiane.

E’ il caso di Into the woods ultimo musical in live action firmato Disney e confezionato dalla regia di Rob Marshall già esperto nell’ambito dei musical cinematografici fin dai tempi di Chicago campione d’incassi. Questa volta Marshall e la Disney traggono ispirazione dall’omonimo musical di Broadway di Stephen Sondheim che rivisita in chiave moderna e unisce in un’unica sceneggiatura tutti i personaggi e tutte le fiabe tradizionali che appartengono all’immaginario collettivo.

Sullo sfondo di un bosco fiabesco, affascinante ed intrigante, magico e ricco d’insidie, si incontrano/scontrano Cenerentola che fugge dal ballo, Cappuccetto Rosso diretta alla casa della Nonna e seguita dal Lupo, Raperonzolo imprigionata in una torre, Jack in cammino verso il paese per vendere la sua mucca Biancolatte che scambierà in cambio di fagioli magici e due principi azzurri impegnati a cercare o a salvare le loro belle (Cenerentola e Raperonzolo). I personaggi che fungono da fulcro tra le diverse storie, verso i quali convogliano tutti gli altri, sono il fornaio e sua moglie che, per spezzare un incantesimo inflitto loro da una strega malvagia, hanno bisogno di trovare e raccogliere insieme elementi di cui sono in possesso gli altri protagonisti: la mucca bianca come il latte di Jack, il mantello rosso come il sangue di Cappuccetto Rosso, i capelli biondi come il grano di Raperonzolo e la scarpa pura come l’oro di Cenerentola.

Come in ogni racconto tradizionale, Into the woods affronta con la fantasia temi come avidità, rapporti genitori e figli, ambizione, bramosia dai quali scaturiscono messaggi positivi sanciti dal classico lieto fine “…e vissero per sempre felici e contenti”. Inoltre, non manca il canonico schieramento tra bene e male con la variante apportata dalla Disney nei suoi ultimi film (tra alcuni: Frozen e Maleficent) secondo cui il cattivo non è totalmente tale ma è anche capace di sentimenti umani e buoni. Così, anche in questo caso, la strega malvagia, interpretata dalla camaleontica Meryl Streep, mostra sentimenti d’affetto nei confronti di quella che considera sua figlia e un senso di responabilità e protezione nel difenderla dalle insidie della vita.

Inizialmente il mix di fiabe rende interessante e curioso il film dotato di un’azione che si distribuisce in modo equo e ben equilibrato tra le varie storie permettendo allo spettatore di riconoscere ogni personaggio in maniera chiara e ben delineata e concendendo ad ogni figura il giusto spazio per essere protagonista della propria singola storia.

Il film è corale a tutti gli effetti: sia per la mescolanza di più storie, sia per il cast stellare che riunisce insieme sul grande schermo big hollywoodiani come Johnny Depp (il Lupo di Cappuccetto Rosso) e Meryl Streep (la strega malvagia), attori emergenti come Daniel Huttleston (Jack) e attrici sempre più in ascesa a Hollywood come Emily Blunt (la moglie del fornaio) e Anna Kendrick (Cenerentola).

La scenografia e i costumi fanno la loro parte valendo al film due candidature agli Oscar 2015 (oltre alla nomination per Meryl Streep come miglior attrice non protagonista), mentre la parte cantata propria del genere musical, che ricopre i tre quarti del film, è lunga ed impegnata così da rendere la pellicola più difficile alla fruizione dei piccini.

La nota più dolente che porta ad una “morale della favola” negativa per Marshall è l’inutile struttura narrativa dell’ultima parte della pellicola che sembra essere un altro film rispetto a quello precedente. Nel momento in cui decide di proseguire dopo il lieto fine,  Into the woods finisce per perdersi in un calderone di personaggi con tempi dilatati e un’azione forzata che perde d’interesse e rovina la reunion dei protagonisti sufficientemente ben “incrociata” fino al “…e vissero per sempre felici e contenti”. L’idea poteva essere buona se sviluppata, ragionata e conclusa in tempi più brevi.

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Un pensiero riguardo “Points of view: Into the woods”

  1. […] il mercato per vendere la sua amata mucca, Biancolatte, così da placare la madre esasperata… L’abbiamo recensito in anteprima. Infine il contrastato Wild di Jean Marc Vallée (Dallas Buyers Club), con Reese Whiterspoon, […]

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