Il fuoco della vendetta / I segreti di Osage County

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Il fuoco della vendetta **   /   I segreti di Osage County *

I film di Scott Cooper e John Wells all’apparenza potrebbero sembrare lontani, per ambientazione, toni, origine e contesto produttivo.

Ma sono invece accomunati dall’essere due film nati vecchi, prevedibili sino allo sfinimento, segnati da dissidi familiari che abbiamo visto e vissuto molte volte al cinema.

Entrambi condividono poi il milieu proletario ed una messa inscena di impianto tradizionale, appoggiata interamente sulla bravura degli attori protagonisti.

Nell’uno come nell’altro caso il contesto ambientale sembra giocare un ruolo determinante, ma è solo apparenza.

La Pennsylvania rurale e operaia di Out of the furnace ed il midwest soffocante delle pianure dell’Oklahoma de I segreti di Osage County servono solo da sfondo, a metà strada tra la cartolina d’ambiente ed il pretesto veristico, che dovrebbe attenuare la sensazione di trovarsi di fronte a storie fabbricate a tavolino, troppo esemplari e risapute.

I due film sono esempi di un cinema ormai datato e stantio, anche se i punti di riferimento sono distanti: Cooper cerca le atmosfere indie e gli antieroi del cinema americani degli anni ’70, replicandone vezzi e ineluttabilità, Wells invece si richiama alla grande tradizione teatrale di Eugene O’Neill, di Tennesee Williams e degli adattamenti degli anni ’50 e ’60, in pieno studio system.

Al centro dei due racconti ci sono famiglie disfunzionali, in cui rimorsi e rimpianti superano ogni altro sentimento.

Ed è significativo che il grande Sam Shepard rivesta più o meno lo stesso ruolo di patriarca nell’uno come nell’altro film.

In Out of the furnace i due fratelli Russell e Rodney non potrebbero essere più diversi: Russell lavora nella miniera e cerca di costruirsi una famiglia con una giovane insegnante, Lena. Rodney invece è stato in Medio Oriente per molti anni con l’esercito, pur di evitare il destino operaio che accomuna la sua famiglia.

Un rovinoso incidente d’auto segnerà il destino di Russell e di riflesso anche quello di Rodney, incapace di integrarsi e destinato a ricercare violenza e sangue anche a casa.

Out of the furnace è una storia di vendetta, in un mondo di diseredati in cui non c’è spazio per la giustizia, se non nella forma più primordiale.

Scott Cooper, al secondo film dopo il discreto Crazy Heart, si affida ad un copione di Brad Ingelsby non particolarmente originale e qui sta forse il vizio originario del suo film.

Il minimalismo nella messa in scena e la direzione degli attori sono anche pregevoli, ma non bastano a riscattare un film che appare come una copia conforme, un esercizio di stile che lascia il tempo che trova e si esaurisce nelle due ore di durata, senza mai trovare una sua strada originale e non derivativa.

Out of the furnace di affida così alla bravura del sempre mimetico e silenzioso Christian Bale, perfetto anche questa volta nei panni di un uomo segnato dal destino e dagli eventi che non riesce più a controllare, a Casey Affleck, nel ruolo telefonato del fratello ribelle e disadattato, ed a Woody Harrelson in quelli del bad guy per antonomasia, violento e risoluto sino al parossismo.

A Zoe Saldana e Forest Whitaker il copione lascia davvero poco spazio.

Anche John Wells è al suo secondo film, dopo una vita come produttore e sceneggiatore televisivo (E.R., The West Wing), ma la sua idea di cinema è ancor più ammuffita di quella di Cooper.

Adattando una pièce teatrale di Tracy Letts (Killer Joe, Bug), Wells lascia campo libero ad una Meryl Streep debordante, che inanella scene madri una dopo l’altra, saturando il film con la sua presenza ingombrante.

Il film racconta il ritorno a casa di tre sorelle Barbara, Ivy e Caren, al capezzale della madre, Violet, nel momento in cui l’anziano padre Beverly, scrittore e insegnate frustrato, decide di farla finita.

Violet è a sua volta vicina al capolinea: un tumore alla bocca e gli antidolorifici che assume in quantità esagerata, la rendono ancor più crudele e insopportabile di quanto non sia mai stata.

Le tre figlie hanno i loro problemi personali e familiari, tra separazioni e relazioni sentimentali, fallimentari o velleitarie.

Nei pochi giorni assieme, le tensioni esploderanno in risse non solo verbali.

Chick flick per antonomasia, I segreti di Osage County sembra lontanissimo dall’ironia feroce e surreale di Killer Joe e si stenta a credere che la stessa mano abbia potuto scrivere entrambi.

Anche qui il tono è sempre sopra le righe ed al centro del dramma c’è una famiglia disfunzionale, ma il racconto procede in modo stanco, emulativo, privo di alcun vero sentimento.

Le recriminazioni tra madre e figlie, le accuse reciproche di assenza, indolenza, mancanza di affetto e comprensione risuonano stucchevoli e artificiose.

L’interpretazione in costante overacting della Streep non aiuta certo a trovare un equilibrio narrativo, anche perchè l’attrice tre volte premio Oscar finisce per fagocitare non solo le altre protagoniste – Julia Roberts, Juliette Lewis, Julianne Nicholson – ma anche il film, che ruota interamente attorno al suo ingombrante protagonismo.

Per lei valgono le parole una volta pronunciate da Dino Risi a proposito di Moretti “mi viene sempre da pensare: scansati e fammi vedere il film”.

Inutile dire che i tre ruoli maschili, interpretati da Benedict Cumbebatch, Chris Cooper, Dermot Mulroney e Ewan McGregor, sono poco più che figurine bidimensionali che servono ad arricchire l’arredamento della scena.

E’ cinema mortuario quello di Wells, senza un punto di vista, senza uno sguardo, senza un’idea del mondo.

Ci sarebbe anche da riflettere sul fatto che entrambi i film sono film d’attori, prodotti da attori: Leonardo Di Caprio ha sostenuto assieme a Ridley e Tony Scott, Out of the furnace, George Clooney invece si è occupato assieme ad Harvey Weinstein de I segreti di Osage County.

Ma sul ruolo preponderante degli attori e della loro forza al box office, nell’ambito della scelta dei copioni da mettere in produzione, il discorso si farebbe troppo complesso: ci torneremo in un’altra occasione.

Osage County

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