Bernie

Bernie ***

C’è ben poco da ridere in questa black comedy di Richard Linklater, nella quale il regista texano prende le mosse da una storia vera, per raccontare, con la tecnica del mockumentary la storia di un solerte addetto alle pompe funebri di Carthage, accusato di un odioso delitto.

Linklater sceglie come insolito protagonista il camaleontico Jack Black, a cui aveva regalato sinora il ruolo migliore della carriera, quello del professore anticonformista di The School of Rock.

Black lo ripaga con un’interpretazione maiuscola, mimetica, lontanissima dai personaggi sopra le righe e scatenati che gli sono propri.

Il suo Bernie Tiede è un metodico tassidermista, un uomo pieno di attenzioni e di fede. La cura e la competenza che mette nel suo lavoro lo fanno subito diventare amatissimo nella piccola comunità locale.

Bernie non si occupa solo di preparare la salma, ma si prende cura di ogni dettaglio del funerale, va a trovare le vedove per confortarle, è un pilastro della comunità evangelica ed un commediografo ed attore di successo nella locale compagnia teatrale.

Sulla sua strada finisce per irrompere un’anziana vedova, Majorie Nugent, perfida e scostante megera, che ha rotto tutti i legami con le sorelle e i nipoti e che vive isolta in una grande casa, grazie alle sue enormi ricchezze.

Bernie si occupa anche del funerale del marito e con la sua proverbiale cordialità, fa amicizia con la donna, diventandone pian piano il confidente, quindi il compagno, infine un vero e proprio factotum.

La vedova Nugent licenzia tutti i suoi assistenti e pretende da Bernie una presenza assidua e totalizzante.

Nonostante i viaggi assieme ed il tempo felice trascorso, le manie possessive della vedova finiscono per esaurire anche la proverbiale pazienza di Bernie e la sua generosa disponibilità.

Improvvisamente la Sig.ra Nugent scompare. Nessuno se ne cura troppo, tranne il suo solerte agente di borsa, messo sull’avviso da una consistente diminuzione delle sue commissioni.

Per nove mesi nessun’altro si farà troppe domande sulla donna, che da sempre viveva reclusa e senza amicizie, almeno sino a quando la polizia farà irruzione nella villa, scoprendo il delitto che porterà Bernie sul banco degli imputati.

Tutta Carthage è però dalla sua parte, pertanto il procuratore Danny “Buck” Davidson convince il giudice a spostare il processo lontano dalla piccola comunità, pregiudizialmente a favore dell’indagato.

Il film di Linklater è girato come un documentario nel quale le testimonianze dei veri cittadini di Carthage si alternano alla ricostruzione dei fatti messa in scena dal suo cast di formidabili personaggi. Oltre ad un curioso Jack Black con i capelli in ordine ed i baffi ben curati, ci sono Shirley MacLaine nei panni dell’odiosa vedova Nugent ed un sempre formidabile Matthew McConaughey, in quelli del pubblico ministero Danny “Buck”.

Il film è animato da un senso dell’umorismo sottile e da una serie di efficaci annotazioni geografiche. Gli attori ed i cittadini di Carthage si confondono perfettamente, in una ricostruzione che non suona mai falsa, ma che restituisce invece intatto il lato grottesco della storia: un assassinio a sangue freddo nel quale tutti sembrano parteggiare per il killer; una vittima che nessuno ama davvero e che persino i nipoti avevano citato in tribunale per la cospicua eredità e con cui non parlavano da anni.

L’affabilità di Bernie finisce per ribaltare lo schema classico, che ci si sarebbe atteso: la giustizia umana mostra tutta la sua implacabile esattezza, eppure non è mai apparsa così incomprensibile e contraria al comune sentimento popolare.

In un paese in cui la giustizia è amministrata da una giuria di concittadini ed in nome del popolo degli Stati Uniti, Linklater sembra voler raccontare sottovoce e senza strepiti, le contraddizioni di un sistema in cui quello che conta non sono gli atti, ma lo scontro di personalità: gli avvocati, il pubblico ministero, l’indagato e la giuria.

Tutti hanno un ruolo che devono interpretare fino in fondo. La ricerca della verità non interessa più a nessuno.

Bernie è un film che mostra l’ambiguità morale dei suoi protagonisti, che spinge a parteggiare per il cattivo, che costringe a fare i conti con la rigidità di una giustizia sempre ferma al Vecchio Testamento, che si fa solo punizione e mai recupero e riabilitazione, che non riesce ad adeguarsi alla singolarità dell’esperienza umana.

In Italia, Bernie non è ancora uscito. Un altro film disperso che vi consigliamo di recuperare al più presto.

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