Se siete sopravvissuti alla infinita, tragicomica e spossante cerimonia dei David di Donatello, finita all’1 e 30 di notte, saprete che Le città di pianura di Francesco Sossai ha vinto 8 premi tra cui quelli per il miglior film, la migliore regia, il miglior produttore, la migliore sceneggiatura e il miglior attore protagonista.
E’ questo l’esito prevedibile di una serata che avrebbe sfiancato le resistenze dell’appassionato più partecipe.
Sossai ha fatto piazza pulita lasciando agli altri favoriti solo qualche premio tecnico. La grazia di Paolo Sorrentino è uscito invece completamente a mani vuote.
Migliori attori Sergio Romano e l’imprevedibile Aurora Quattrocchi (Gioia Mia), mentre Lino Musella e Matilda De Angelis sono stati scelti come non protagonisti per Nonostante e Fuori rispettivamente.
Musella ha ringraziato anche Bellocchio, a cui verosimilmente deve il premio per il suo memorabile Pandico nella serie Portobello, più che al ruolo nel dimenticabile film di Mastandrea.
Dimenticare del tutto il lavoro di Toni Servillo, Anna Ferzetti e Milvia Marigliano in La grazia però è più che sbadato. Mi pare grave.
A Le assaggiatrici di Soldini il premio per l’adattamento, quello per il trucco e il David Giovani, come sempre il premio più conformista della serata.
A La città proibita di Mainetti, tre premi tecnici, fotografia, scenografia ed effetti speciali. Altri quattro a Primavera di Pistoletto.
Ma è davvero necessario avere un premio per il trucco e un altro per le acconciature?
La solita pletora inutile di premi alla carriera e numeri musicali del tutto slegati dai film e dali premi hanno reso la serata condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti (a mai più rivedervi) una delle più improbabili tra le tante, troppe improbabili degli ultimi anni.
La presidente Piera Detassis che pure ha rinnovato l’Accademia e il premio, introducendo tante significative modifiche, dovrebbe dedicarsi anima e corpo a rendere questa cerimonia più consona al livello che ci si attende da una celebrazione della nostra principale industria culturale.
Di seguito premiati e link alle nostre recensioni:
Miglior film
Le città di pianura di Francesco Sossai
Francesco Sossai per Le città di pianura
Margherita Spampinato per Gioia mia
Migliore sceneggiatura originale
Francesco Sossai e Adriano Candiago, Le città di pianura
Migliore sceneggiatura non originale
Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda e Ilaria Macchia, Le assaggiatrici
Miglior produttore
Marta Donzelli e Gregorio Paonessa (Vivo Film con Rai Cinema) in collaborazione con Philipp Kreuzer (Maze Pictures) e Cecilia Trautvetter, Le città di pianura
Miglior attrice protagonista
Aurora Quattrocchi, Gioia mia
Miglior attore protagonista
Sergio Romano, Le città di pianura
Migliore attrice non protagonista
Matilda De Angelis, Fuori
Miglior attore non protagonista
Lino Musella, Nonostante
Miglior casting
Adriano Candiago, Le città di pianura
Migliore autore della fotografia
Paolo Carnera, La città proibita
Miglior compositore
Fabio Massimo Capogrosso, Primavera
Migliore canzone originale
“Ti” di Krano, Le città di pianura
Miglior scenografo
Andrea Castorina e Marco Martucci, La città proibita
Miglior costumista
Maria Rita Barbera e Gaia Calderone, Primavera
Miglior trucco
Esmé Sciaroni, Le assaggiatrici
Migliore acconciatura
Marta Iacopini, Primavera
Miglior montaggio
Paolo Cottignola, Le città di pianura
Miglior suono
Gianluca Scarlata (presa diretta), Davide Favargiotti (montaggio del suono), Daniele Quadroli (creazione suoni) e Nadia Paone (mix), Primavera
Migliori effetti speciali visivi
Stefano Leoni e Andrea Lo Priore, La città proibita
Miglior film documentario
Roberto Rossellini – più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti
Miglior cortometraggio
Everyday in Gaza di Omar Rammal
Miglior film internazionale
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
David Giovani
Le assaggiatrici di Silvio Soldini
David dello spettatore
Buen camino di Gennaro Nunziante
David alla carriera
Gianni Amelio
David speciale
Bruno Bozzetto
Premio Cinecittà
Vittorio Storaro
