Durante il podcast di Bret Easton Ellis, Quentin Tarantino, ormai lanciatissimo nella sua carriera di critico cinematografico, ha annunciato in due parti, la sua classifica dei 20 migliori film del XXI secolo.
Unica regola: un film per regista.
Il risultato è una classifica francamente discutibile, ma affettuosa, piena di amici ed ex fidanzate, in cui trovano commedie demenziali e romantiche horror e tanto, tanto, troppo cinema americano.
Forse Tarantino è rimasto agli anni ’90: non si è accorto che le cose più interessanti prodotte nell’ultimo quarto di secolo – persino nell’animazione – arrivano quasi tutte dall’estero, da autori e cinematografie considerate marginali (no, non stiamo parlando della coppai di israeliani di Big Bad Wolves o del giapponese Fukusaku, deceduto subito dopo Battle Royale).
Sorvoliamo poi sulla sua tirata contro Paul Dano, co-protagonista de Il petroliere, a suo avviso responsabile dei problemi (???) del film.
In fondo è un gioco. Giocate anche voi: questi i venti titoli e i link alle nostre recensioni.
- “Black Hawk Down” (Ridley Scott)
- “Toy Story 3” (Lee Unkrich)
- “Lost in Translation” (Sofia Coppola)
- “Dunkirk” (Christopher Nolan)
- “Il petroliere” (Paul Thomas Anderson)
- “Zodiac” (David Fincher)
- “Unstoppable – Fuori controllo” (Tony Scott)
- “Mad Max: Fury Road” (George Miller)
- “L’alba dei morti dementi” (Edgar Wright)
- “Midnight in Paris” (Woody Allen)
- “Battle Royale“
- “Big Bad Wolves“
- “Jackass: The Movie“
- “School of Rock“
- “La passione di Cristo“
- “La casa del diavolo“
- “Chocolat“
- “Moneyball – L’arte di vincere“
- “Cabin Fever“
- “West Side Story“

Che classifica ridicola, come se non ci fosse cinematografia oltre quella americana e quella degli ultimi 30 anni.