La commissione convocata all’Anica ha scelto, tra i 12 auto-candidati per rappresentare l’Italia ai prossimi premi Oscar, il film di Matteo Garrone, Io capitano.
Forte del Leone d’Argento e del premio Mastroianni conquistati all’ultima Mostra di Venezia, il film è stato preferito a La chimera di Alice Rohrwacher, uscito da Cannes senza premi e senza un grande hype, nonostante la regista goda di un seguito ampio nell’Academy e sia stata nominata proprio l’anno scorso per un suo delizioso cortometraggio, prodotto da Cuaron.
Purtroppo invece La Chimera è un film debolissimo e fragile, anche piuttosto confuso.
Io capitano invece è stato più apprezzato fuori dall’Italia che nel nostro paese, dove l’approccio di Garrone è stato guardato con un certo sospetto.
Il terzo incomodo era Rapito di Marco Bellocchio, che racconta una storia conosciuta anche oltreoceano, che Spielberg pensò di portare sullo schermo una decina di anni fa.
A fine anno ci saranno le shortlist, mentre a gennaio le nominations.
Tra gli avversari di Garrone lo spagnolo La sociedad de la nieve di J. A. Bayona, il film di chiusura di Venezia, il film di Aki Kaurismaki Fallen Leaves, Premio della Giuria a Cannes, l’ucraino 20 Days in Mariupol di Mstyslav Chernov, forte del premio del pubblico al Sundance, il capolavoro turco About Dry Grasses di Nuri Bilge Ceylan, premiato a Cannes per la migliore attrice, il geniale rumeno Do Not Expect Too Much from the End of the World di Radu Jude, che ha vinto il premio speciale della giuria a Locarno, il macedone Housekeeping for Beginners e Perfect Days di Wenders, che corre per il Giappone.
La Francia quasi certamente sceglierà la Palma d’Oro Anatomia di una caduta, di Justine Triet. Gli altri li conosceremo nelle prossime settimane.
