Tick, tick… Boom!

Tick tick… Boom! **

Non ho resistito e mi sono messo a scrivere questa storia dei miei primi passi nell’arena della vita, anche se avrei potuto farne a meno. Di certo so una cosa sola: non mi metterò mai più a scrivere la mia autobiografia, nemmeno dovessi campare cent’anni. Bisogna essere troppo bassamente innamorati di sé per scrivere senza vergogna della propria persona.
Fëdor Dostoevskij

L’esordio alla regia del poliedrico attore e commediografo Lin-Manuel Miranda, l’autore dell’acclamatissimo Hamilton, avviene mettendo in scena il lavoro autobiografico di un altro compositore, Jonathan Larson.

Tick, tick… Boom! racconta lo sfortunato tentativo di mettere in scena Superbia, il musical precedente che Larson scrisse tra il 1983 e il 1990, pensandolo come un adattamento di 1984 e non riuscendo mai a venirne a capo.

Lo stesso Larson lo portava in scena nei primi anni ’90 come una sorta di monologo-recital, suonando e cantando al pianoforte, accompagnato da una rock band.

Newyorkese di talento, trentenne squattrinato e costretto a lavorare come cameriere nel Moondance diner a Soho per mantenersi, Larson racconta come il ticchettio degli imminenti trent’anni, lo perseguiti.

Non essere ancora riuscito a sfondare a Broadway ha compromesso il suo rapporto con Susan, una ballerina che è decisa ad abbandonare la danza per  accettare un lavoro d’insegnate a tempo indeterminato fuori città, e con Michel, l’ex compagno di stanza, che ora lavora nella pubblicità e ha risolto così molte delle sue ansie.

Larson cerca di finire il suo Superbia, tra l’indifferenza cinica della sua agente Rose e degli altri impresari, spinto solo dall’incoraggiamento del suo mentore Stephen Sondheim, l’autore di West Side Story, Sweeney Todd, Into the Woods.

Il film di Miranda è un omaggio allo sfortunatissimo Larson, alla sua determinazione, al suo sacrificio, che tuttavia è assolutamente comune nelle storie di cinema e di teatro.

Quanti film abbiamo già visto raccontare le stesse difficoltà, gli stessi compromessi lavorativi, le stesse ansie? Il cliché del cameriere che mette via le mance, investendole nel suo sogno è vecchio quanto Hollywood e quanto Broadway.

E il lavoro di Larson, messo in scena da Miranda segue orme già profonde e risapute, senza avere alcuna spinta particolare neppure dal punto di vista musicale.

Il copione degli addii agrodolci, delle zuccherose rinunce, delle simpatiche utopie è rispettato alla lettera e nulla sembra turbarlo.

L’autobiografismo di Larson si rispecchia evidentemente in quello del regista, newyorkese come lui, musicista e compositore che il successo però l’ha trovato molto presto con In the Heights, scritto quando andava ancora al college, rivisto negli anni successivi e andato in scena per la prima volta quando Miranda aveva appena 25 anni.

Nel film Larson ha il volto di Andrew Garfield, che si sbraccia, sbuffa, esagera in espressività e iperattività febbrile, secondo il più vieto stereotipo dell’artista da giovane. A qualcuno è piaciuto. A me pare solo stucchevole maniera.

Vien voglia di abbandonarlo al suo destino dopo venti minuti di film, invece ci tocca seguirlo per altri cento, mentre sale l’indifferenza per i suoi sforzi creativi, per le bollette non pagate e le luci staccate, ogni passo conferma il pregiudizio già immaginato.

Tick, tick… Boom! è un concentrato di luoghi comuni, che non riesce mai davvero ad emozionare. Neppure quando fa capolino l’AIDS, che in quegli anni era una condanna devastante e incomprensibile.

Il film si chiude proprio con il compleanno dei trent’anni di Larson al Moondance Diner, mentre sui titoli di coda scopriamo che al protagonista sarebbero rimasti appena sei anni di vita e che non sarebbe mai riuscito a vedere il debutto Off Broadway del suo capolavoro, Rent, premiato postumo con il Pulitzer e il Tony Award.

Purtroppo Miranda non è riuscito davvero a rendergli giustizia, in questo adattamento cinematografico che si muove sulle tracce di un romanzo di formazione frenetico e bulimico, in cui la dimensione dell’omaggio commosso prevale su ogni altra.

tick, tick…BOOM! (L-R) VANESSA HUDGENS as KARESSA in tick, tick…BOOM!. Cr. MACALL POLAY/NETFLIX © 2021

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.