Fast & Furious 9

Fast & Furious 9 *1/2

Il nono capitolo delle avventure di Toretto e soci segna il ritorno dietro la macchina da presa di Justin Lin, il vero artefice, assieme allo sceneggiatore Chris Morgan, di una delle saghe più longeve della storia del cinema, che quest’anno compie vent’anni e si avvia probabilmente alla conclusione con un doppio decimo episodio finale.

Lin e Morgan avevano preso la serie, depositata nel 2003 su un binario morto, dopo il secondo episodio, e avevano cambiato radicalmente scenario, spostandola a Tokyo, introducendo nuovi personaggi e nuove storie, integrandoli nella linea narrativa principale sempre più internazionale, con i tre episodi centrali, decisivi per costruire l’intero immaginario della squadra.

Quando Lin lascia, dopo il sesto capitolo, accade l’imprevedibile. Il co-protagonista Paul Walker muore durante le riprese del nuovo film, che si trasforma in una sorta di elegia finale all’amico scomparso.

Sembra la fine di tutto, ma il successo clamoroso (un miliardo e mezzo di dollari, il doppio di quanto incassato dal film precedente) spinge Vin Diesel a continuare ancora a lungo, persino con lo spin-off Hobbs & Shaw, che segna la prima grande frattura nell’universo familiare della saga. Non lasciano la storia principale solo due dei personaggi maggiori della serie, ma anche lo sceneggiatore Chris Morgan, che si dedica a questo capitolo, lasciando Fast & Furious 9 al modesto Daniel Casey.

La differenza si sente tutta, perchè il copione di questo nono episodio è un disastro, che non trova mai il ritmo giusto, ci mette un secolo ad ingranare le marce alte, sfrutta sino alla consunzione la retorica familiare dei Toretto, poi vola letteralmente nello spazio, raggiungendo vette di kitch inenarrabili, chiudendo quindi in fotocopia con l’ennesima riconciliazione e l’ennesimo barbecue comunitario già visto troppe volte.

Il film comincia nel passato con il papà di Dom impegnato nel circuito Nascar. La morte drammatica sulla pista è l’inizio di una serie di sbandate che coinvolge non solo il protagonista, ma il anche il fratello Jakob.

Sì, i Toretto sono tre e non due, come abbiamo sempre saputo. Oltre alla sorella Mia c’è un altro fratello, un agente governativo che si è messo in proprio e dopo vent’anni di anonimato finisce per pestare i piedi a Dom, per conto del rampollo di un dittatore dell’Est Europa.

I due hanno rapito Cipher, la cyber terrorista protagonista dell’episodio precedente e la tengono dentro una teca di plexiglass dentro un hangar.

Facile prevedere cosa succederà…

Nel frattempo la storia si muove in modo farraginoso tra presente e passato e torna letteralmente in vita uno dei personaggi più amati nella serie, deceduto nel sesto episodio.

Ogni logica va a farsi benedire e il patto con lo spettatore viene rotto a più riprese, senza neppure la scusa di grandi set d’azione, perchè l’unica vera sequenza degna di nota è quella finale con le auto dei nostri e un convoglio blindatissimo, fatto deragliare grazie a super-magneti.

Peccato che sia montata alternandola alla missione spaziale di Roman e Tej, che sembra uscita da una parodia dei fratelli Zucker e Abrahams.

Probabilmente con questo nono episodio, lungo 143 infiniti minuti, siamo arrivati al jump the shark della serie.

Le avventure di Toretto riciclano tutti i cliché della saga: sono costretti a iperboli che rompono qualsiasi verosimiglianza, anche quella debolissima finora utilizzata, costringono a resuscitare come zombie, personaggi deceduti serenamente oltre un lustro addietro e soprattutto Lin sembra aver perduto il gusto della messa in scena spettacolare degli inseguimenti, degli stunt e delle fughe, che hanno rappresentato la cifra memorabile di queste avventure.

Le coreografie d’azione sono ridotte al minimo, l’escapismo esotico è fiacco, la trama è talmente pasticciata e incoerente, da non importare più a nessuno e il solito mantra familiare è ripetuto sino allo sfinimento, sembrando l’unico collante per una sceneggiatura pedestre.

Già l’ottavo episodio conteneva in sè l’impressione netta dell’exploitation, questa volta l’impressione è diventata una certezza, condita da una stanchezza sempre più evidente anche nel cast, che sembra aver girato il tutto col pilota automatico.

Per non dire di John Cena, espressivo quando un mignolo di Dwayne Johnson.

Solo per i fans.

 

Un pensiero riguardo “Fast & Furious 9”

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.