Cannes 2021. In Front Of Your Face

In Front Of Your Face ***1/2

Un altro piccolo grande film di Hong Sang-soo, il primo da lungo tempo senza la compagna e attrice Kim Min-hee, qui solo nelle vesti di co-produttrice.

Un gioiello necessario, che torna negli stessi spazi, agli stessi personaggi che il cinema del maestro coreano ci ha abituato a frequentare, con una dolcezza malinconica, che riempie di stupore e umanità i suoi lavori: anche qui ci sono i suoi paesaggi urbani, i suoi piccolo locali, le chiacchiere infinite davanti a bicchiere di liquore, ci sono registi che cercano di fare il loro film, attori riluttanti, c’è i peso del passato e della memoria che tracima nel rimpianto di quello che avrebbe potuto essere o nella gioia di nuove scoperte.

La protagonista del film è un’attrice, Lee Hye-young, che è stato uno dei volti emblematici del cinema coreano nei primi anni ’90, quando la fine della dittatura ha lasciato correre veloce anche la creatività dei giovani artisti.

Da molti anni Lee vive negli Stati Uniti, dopo aver abbandonato il cinema e il suo Paese.

Quando finalmente rientra, per un appuntamento con un giovane regista, che ha un ruolo da proporle, trova la sorella più giovane ad accoglierla.

Tra di loro non ci sono solo affetto e complicità, ma anche i rimpianti che la lunga lontananza ha provocato, qualche rancore, una progressiva estraneità. Le due donne non si conoscono più davvero.

Quando la sorella chiede a Lee di comprare un appartamento e di trasferirsi di nuovo in Corea, l’attrice confessa di non avere risparmi, di aver vissuto tutte le difficoltà di un esilio americano assai meno di dolce di quanto immaginato.

Neppure i ritorni nei posti delle fragole della sua giovinezza sembrano regalare a Lee quella serenità che il suo sguardo continua a negare.

Il giorno successivo, durante l’incontro con il regista, ancora una volta interpretato da Kwon Hae-hyo, Lee finirà per confessare che il tempo a sua disposizione è poco, non perchè ci siano altri impegni o altri progetti, ma perchè la vita reclama una fine imminente, incompatibile con i tempi lunghi della scrittura e della realizzazione di un nuovo film.

Ma notizia turba Kwon profondamente, ma nonostante tutto sembra deciso a regalare alla sua attrice un ultima immagine, un ultimo progetto, anche un cortometraggio da girare l’indomani, con una troupe minima, facendo lui stesso l’operatore, perchè in fondo il cinema non è altro che la Morte al lavoro sul viso di un attore, come diceva Cocteau, e la forza vitale che imprime nell’immagine è destinata a sopravviverci, a durare per sempre.

Il film di Hong Sang-soo è fatto della semplicità e dell’immediatezza di chi ha scelto il cinema come strumento di vita e non ne può fare a meno.

Non contano i budget, le lungaggini burocratiche, i finanziamenti, i calendari, il marketing. Quello che conta è poter continuare a girare, a raccontare il tempo e a vita, l’animo umano e il suo mistero, la dolcezza dell’esistenza e la malinconia dell’addio.

In Front of Your Face sembra fatto di nulla, ma ha dalla sua la profondità di chi conosce la natura umana e il cinema.

E ha compreso che il volto di una donna può racchiudere un universo intero di possibilità, di storie, di racconti.

Da non perdere.

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