Venezia 2020. Amants – Lovers

Amants – Lovers *1/2

Una camera tutta dipinta di nero, un letto, due corpi intrecciati.

Sono quelli di Lisa e Simon, innamoratissimi, inseparabili fin dagli anni di scuola.

Lei ha studiato all’alberghiero e lavora come guardarobiera e cameriera, in un ristorante di alto livello, lui è invece uno spacciatore di cocaina, per clienti ricchi, ricchissimi e annoiati dalla vita.

Quando una delle sue dosi si rivela letale, Simon è costretto alla fuga e abbandona dietro di sè Lisa.

Trascorrono tre anni e la ritroviamo sposata con il potente assicuratore Leo Redler, molto più grande di lei, in un rapporto certamente squilibrato, ma non privo di affetto.

I due sono alle Mauritius per piacere e per cercare di adottare un bambino del posto, che possa riempire il vuoto, che Leo ha cominciato a notare nella vita della moglie.

Solo che, proprio all’hotel di lusso dove alloggiano, Lisa rivede Simon, che dopo tanti altri errori si è ridotto a fare la guida turistica sull’isola.

Tra i due il rapporto di un tempo torna a bruciare a fiamma alta. Ma a questo punto, tra i due uomini di questa storia, uno è di troppo.

Non riveleremo di più di questo noir, diretto da Nicole Garcia, tra le spiagge assolate e la vegetazione lussureggiante delle isole africane e il grigiore di Ginevra, dove la storia si sposta nella seconda parte.

Il film si muove con una certa competenza nel suo genere, senza mai davvero dare l’idea di volerlo mettere in discussione, seguendo il destino dei suoi personaggi fino alle estreme e prevedibili conseguenze, tra tradimenti, pistole, viaggi.

Il peso del passato travolge le vite di Lisa e Simon, incapaci di pensarsi lontani uno dall’altro, solo che Stacy Martin e Pierre Niney sono entrambi così algidi e spigolosi, da non dare mai l’idea che tra loro la passione sia qualcosa di così bruciante, da spingerli sino a rimettere in discussione il loro presente.

I due sono il risultato di un miscasting che condanna il film all’implausibilità e all’irrilevanza. La Garcia non se accorge e film senza passione e senza trasporto.

Benoît Magimel invece, nei panni del pingue e ricchissimo assicuratore, funziona piuttosto bene come terzo uomo, lontanissimo, anche fisicamente, dall’esile e inconsistente amante di Lisa.

Ma si finisce paradossalmente per identificarsi proprio con lui…

Dopo il deludente Mal di pietre del 2016, portato a Cannes, la Garcia continua a lasciare l’amaro in bocca, per una storia che si muove in un solco sin troppo risaputo e non ha mai davvero nè la precisione assoluta del classico, nè un sussulto di originalità, che ci spinga a consigliarvelo.

Girls just wanna have fun lo sappiamo da un pezzo e anche se le girls sposano uomini più anziani ricchi e potenti, hanno ancora il cuore spezzato dai bad guys, che spacciano droga.

La morale è poi tutta qui ed è sempre la stessa e non basta alla Garcia quel finale consolatorio e pseudo-femminista, per cambiarla davvero.

Tra i tanti amanti della storia del cinema, questi ci appaiono tra i più deludenti e dimenticabili…

Risaputo.

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