El Camino – Il film di Breaking Bad

El Camino – Il film di Breaking Bad **

Gli americani lo chiamano victory lap. Il classico giro di campo dei vincitori con la coppa tra le mani, per salutare e ringraziare i tifosi e i fans nello stadio.

El Camino è sostanzialmente questo: un ultimo omaggio di Vince Gilligan ai fans nostalgici, orfani di una storie più acclamate di quello che è stato chiamato il Rinascimento delle serie televisive.

Conclusasi nel 2013, con un crescendo finale memorabile, molto esplicito e definitivo, Breaking Bad non aveva bisogno di altre code. Walter White – Mr. Heisenberg, il professore di chimica, malato di cancro e diventato un potentissimo produttore di metanfetamina, per amore della sua famiglia e per propria soddisfazione personale, nell’ultima stagione aveva regolato i conti con tutti, uscendo di scena alla sua maniera.

L’unico a sopravvivergli era Jesse Pinkman, il suo studente, poi partner produttivo, catturato dal gruppo neonazista che ha preso il post di Walt nella produzione di droghe sintetiche, e tenuto letteralmente in schiavitù a produrre droga.

Jesse fugge sulla Chevrolet El Camino di Todd, il nipote del capo dei disinfestatori neonazisti, dopo averlo ucciso a mani nude.

Nel frattempo la polizia sta accorrendo sulla scena della strage organizzata da Walt.

Jesse si rifugia dai suoi storici amici Badger e Skinny Pete, che gli danno una mano a seminare gli agenti che sono sulle sue tracce.

Jesse deve sparire per sempre, la tv lo accusa di essere la mente di tutto, l’unico sopravvissuto, ma non ha un soldo ed è ancora scosso dal lungo periodo di prigionia in catene.

Gli incubi e i ricordi lo assalgono non appena chiude gli occhi. I fantasmi del passato si ripresentano in forma di flashback: non manca quasi nessuno tra i grandi personaggi della serie, da Mike Ehrmantraut a Jane, la prima fidanzata di Jesse, da Todd fino a…

Meglio non rivelare altro, anche se le presenze e i ritorni non cambiano il senso della storia e non ci sono resurrezioni dalle ceneri.

Nel frattempo Jesse deve recuperare i soldi sufficienti a pagarsi la fuga da Ed, il laconico venditore di aspirapolveri, che ha aiutato l’avvocato Saul Goodman e lo stesso Walter White a rifarsi una vita altrove.

El Camino non si perde in spiegazioni o riassunti: se non avete visto Breaking Bad è inutile che vi avviciniate a questo lungo doppio episodio conclusivo.

Anzi, considerato il tempo trascorso, sarebbe opportuno un piccolo ripasso, prima di rituffarsi nel mondo di Albuquerque, New Mexico.

Certamente, il film scritto e diretto da Vince Gilligan, che si era fatto le ossa con X-Files, poi con il supereroe impacciato Hancock, prima di ideare la storia di Walter White, è dedicato soprattutto agli appassionati del personaggio di Jesse Pinkman, che dopo essere stato la spalla e il compasso emotivo del protagonista per cinque stagioni, qui acquista una centralità che non aveva mai avuto.

E’ significativo che Breaking Bad sia stato così denso da generare altri racconti e storie, a distanza di molti anni dalla sua fine.

Lo spin off sull’avvocato Saul Goodman/Jimmy McGill, ha partorito una serie come Better Call Saul, altrettanto acclamata e riuscita, che si avvia alla conclusione, dopo aver costruito un arco narrativo lungo quanto l’originale.

E questo El Camino è un altro figlio della storia originale, che non aggiunge nulla di decisivo, ma ci restituisce frammenti passati che chiariscono il percorso di Jesse, mentre è impegnato nell’ennesima fuga per la sopravvivenza.

Purtroppo sembra un doppio episodio fiacco, privo di idee, che rimastica luoghi e personaggi per puro fan service.

Si sentono più decisive quelle vibrazioni western, che pure erano un sottofondo lontano nella serie originale, ma diventano ora più esplicite, una volta che tutta la sovrastruttura criminale e produttiva è crollata.

Una nota a parte merita Robert Forster, che qui torna ad interpretare il duro Ed, forse nella scena più incisiva di questo El camino: se n’è andato al termine di una lunga battaglia con il cancro, proprio nel giorno del debutto del suo ultimo film, dopo una carriera lunghissima, nobilitata dal genio di Tarantino.

Il viaggio di Jesse invece prosegue in due direzioni e su due diverse linee temporali, tuttavia, contrariamente a Better Call Saul, che si è guadagnato fin da subito la sua dignità autonoma e originale, El Camino è un prodotto dedicato solo agli appassionati, desiderosi di correre quell’ultimo victory lap con Jesse Pinkman. Magari a bordo della El Camino di Todd.

La nostalgia può essere una droga più pericolosa della metanfetamina…

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