Dark Mirrors: autunno la stagione dello sguardo – parte 2

Tra vigilanti mascherati, maggiordomi con la pistola e astronauti indomiti, l’autunno televisivo solletica la nostra immaginazione.

WATCHMEN

Damon Lindelof (Lost) è la mente di questa serie che prende le mosse dalla graphic novel del 1986 scritta da Alan Moore ed illustrata da Dave Gibbons che ha destrutturato il canone dei supereroi (non più belli e buoni, ma fallibili violenti) aprendo così la strada agli sviluppi narrativi dei comics degli anni successivi.

Ambientata a circa 30 anni di distanza, Watchmen non è una semplice trasposizione per la TV, ma un prodotto con ambizioni narrative autonome che affonda, con orgoglio e senza reticenze, le proprie radici nella storia di Moore, di cui Lindelof è peraltro un grande ammiratore. Lo showrunner ha dichiarato: “Se abbiamo fatto bene il nostro lavoro, gli spettatori potranno avvicinarsi alla serie anche senza sapere niente dell’originale” che si concludeva con Ozymandias che uccideva centinaia di persone e che abilmente portava l’opinione pubblica americana ad incolpare gli alieni, al fine di rendere l’umanità unita contro un nemico esterno. Far fronte comune era lo strumento necessario per allontanare la paura di una guerra nucleare e quindi, per preservare la pace, Ozymandias non esitava ad uccidere Rorschach, il giustiziere mascherato che aveva scoperto la verità e minacciava di renderla pubblica. L’eredità di Rorschach è ora raccolta da un gruppo di vigilantes mascherati impegnati a contrastare, dopo l’apparente morte di Ozymandias, un’associazione terroristica.

Composta da dieci episodi adrenalinici della durata di circa cinquanta minuti l’uno, Watchmen si candida ad essere il nuovo cavallo di battaglia della HBO, grazie ad un cast di primissimo piano tra cui figurano due premi Oscar come Jeremy Irons e Regina King e tanti volti noti come Don Johnson (Miami Vice) Tim Blake Nelson (Fratello, dove sei?), Jean Smart (Legion), Yahya Abdul-Mateen II (Aquaman). Dietro alla macchina da presa nell’episodio pilota una solida professionista come Nicole Kassell che ha messo lo zampino in alcune delle migliori serie degli ultimi anni: Westworld, The Americans, The leftovers.

Trasmessa in contemporanea con l’America, in Italia la visione sarà disponibile su Sky.

DAL: 21 Ottobre
DOVE: Sky
QUANDO: a rilascio settimanale
NUMERO EPISODI: 10
GENERE: Action, Drama, Mystery, Sci-fi

PER QUELLI CHE: amano i mixaggi audaci sia a livello di genere che di contenuti e che, orfani di Game of Thrones, sono alla ricerca di un altro universo in cui perdersi per i prossimi anni.

PENNYWORTH

Il giovane Alfred Pennyworth è un agente segreto dell’aeronautica britannica nella Londra degli anni Sessanta. La sua vita cambia grazie a un incontro. L’americano Thomas Wayne, padre di un “certo” Bruce Wayne, sta svolgendo indagini sui conti bancari della misteriosa Raven Society, una setta pseudomassonica che vorrebbe destabilizzare l’Inghilterra per farne uno Stato autoritario. Il biglietto da visita di Alfred viene trovato da Wayne, che lo assume.

Alfred, dotato di carisma, intelligenza e brillante humour, sfoderato in ogni occasione, è atteso da intrighi e da un groviglio di affari poco pericolosi. C’è del marcio, in Gran Bretagna. Servirà un supereroe per ristabilire ordine e giustizia? In Pennyworth, andato in onda da luglio, per un totale di dieci episodi, sul canale Epyx della famiglia M-G-M, l’ìronia è il marchio di fabbrica. Certo, è una serie ascrivibile al genere spy-story, eppure l’azione cede spesso al fascino dell’ambientazione, molto british. O meglio, un british style masticato oltreoceano, considerata la produzione interamente stelle-e-strisce.

Lo showrunner del serial è Bruno Heller, già padre putativo di Gotham, longeva serie TV della Fox, mentre Danny Cannon, regista di Dredd – La legge sono io, è il produttore esecutivo. Alfred Pennyworth è un personaggio ideato da Bill Finge e Jerry Robinson nel 1943, pubblicato ovviamente dalla DC Comics. Il coinvolgimento giovanile nei servizi segreti del celebre maggiordomo non è un motivo che affiora spesso nei fumetti.

Ed è certamente questo il momento migliore per proporre una serie che gira attorno al mito evergreen di Batman, se pensiamo al successo veneziano di Joker di Todd Philips e al suo riscontro positivo al botteghino con relativa ridda di voci critiche positive e contrarie. Il protagonista principale della serie è interpretato da Jack Bannon, già Angelo Poliziano ne I Medici, mentre Thomas Wayne è incarnato da Ben Aldridge, il narcisista ‘Arsehole Guy’ di Fleabag. In questi giorni sulla di rampa di lancio del canale The CW troviamo una produzione affine, Batwoman, con Ruby Rose. Appassionati di DC Comics, unitevi!

DAL: 25 Ottobre 2019
DOVE: Starz Play
NUMERO EPISODI: 10
GENERE: Comics, Mistery, Action, Humour

PER QUELLI CHE: prima di sorseggiare il tè alle cinque lo fanno assaggiare al gatto di casa

FOR ALL MANKIND

Ronald D.Moore, produttore e sceneggiatore di Battlestar Galactica e poi di Philip K. Dick’s Electric Dreams torna alla carica con For All Mankind. Trattasi dell’umanità elevata alla gloria dal balzo sulla Luna di Neil Armstrong e celebrata nella notissima frase. Fin qui, i fatti storici. Già, ma se non fossero stati gli americani i primi a sbarcare sul nostro bel satellite? Se i sovietici li avessero anticipati, battezzando la Luna con l’appellativo non tanto originale di Red Moon, cosa sarebbe accaduto successivamente?

Abbiamo citato poco fa Dick ed è inevitabile un paragone con il suo The Man in the High Castle. E se i nazisti avessero vinto la seconda guerra mondiale? E se… Il gioco degli universi paralleli, o delle ucronie, è sempre intrigante. La serie condivide il titolo con l’omonimo documentario del 1989 girato da Al Rienart e vincitore di un premio Oscar. Là, attraverso interviste agli astronauti e immagini esclusive della NASA, impreziosite dalle musiche di Brian Eno, si raccontava l’effettiva storia delle missioni Apollo.

For All Mankind cade in un periodo di rinnovato interesse per i voli spaziali, tentativi supportati finanziariamente soprattutto dal settore privato e dalle menti fervide, visionarie e in taluni casi allucinate della Silicon Valley. Sarà Elon Musk a traghettare l’uomo su Marte? In For All Mankind è tutta la classe dirigente statunitense, devastata sul piano politico dalla sconfitta, a rispondere all’offensiva tecnologica russa. La risposta immediata, chissà, potrebbe comportare uno step nella realtà tuttora irrealizzato, ovvero inviare sulla Luna la prima donna?

Dietro l’angolo, si fa per dire, ci sono i pianeti del Sistema Solare ad attendere i più coraggiosi tra gli esseri umani. L’escalation è appena cominciata. Joel Kinnaman, già Takeshi Kovacs in Altered Carbon e Erik Heller in Hanna, è il protagonista principale della serie. Con lui, Wrenn Schmidt (The Looming Tower), Michael Dorman (Patriot) e Sarah Jones (Alcatraz). Il regista è Seth Gordon (Come ammazzare il capo… e vivere felici). For All Mankind sarà distribuita da Apple TV+, servizio di streaming della società di Cupertino, il cui catalogo digitale debutta proprio in autunno in più di cento Paesi.

DAL: 1 Novembre 2019
DOVE: Apple TV+
NUMERO EPISODI: 10
GENERE: Sci-fi, Mistery, Drama, Dystopia

PER QUELLI CHE: Conoscono la differenza tra astronauta e cosmonauta

Qui trovate la prima parte del reportage: buone visioni a tutti!

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