Venezia 2019: la selezione dei classici restaurati con un doppio Bertolucci

Sezione tra le più sottostimate dei grandi festival, quella dei classici restaurati è invece una collezione di gioielli da vedere, rivedere e riscoprire, che meriterebbe molta più attenzione.

Anche questa volta Alberto Barbera e Stefano Francia di Celle hanno lavorato ad una sezione impeccabile, anche grazie alle grandi istituzioni del restauro mondiali: si vedranno Lo sceicco bianco di Federico Fellini, che ebbe la première alla Mostra di Venezia del 1952, oggi presentato in vista del centenario della nascita del regista nel 2020; un “doppio” Bernardo Bertolucci con La commare secca, esordio del regista alla Mostra del 1962, e Strategia del ragno, presentato alla Mostra del 1970 e bisognoso di un grande lavoro di restauro, a giudicare dalle copie che ancora vengono trasmesse in tv; il sorprendente esordio di Giuliano Montaldo, Tiro al piccione, che ebbe la sua prima alla Mostra del 1961; un grande film da riscoprire prodotto dalla Rai, Maria Zef (1981) di Vittorio Cottafavi; il capolavoro di Manoel de Oliveira, Francisca (1981); Out of the Blue (1980) di Dennis Hopper; New York, New York (1977) di Martin Scorsese, in una nuova copia 35mm appositamente stampata per la Mostra in occasione del 100° anniversario della United Artists. Al termine della proiezione di quest’ultimo film, seguirà una master class del celebre produttore Irvin Winkler (Toro Scatenato; Quei bravi ragazzi; New York, New York, i cinque film della serie di Rocky).

Questo l’elenco completo dei film:

The Incredible Shrinking Man – Radiazioni Bx: distruzione uomo di Jack Arnold (USA, 1957)
La commare secca di Bernardo Bertolucci (Italia, 1962)
Strategia del ragno di Bernardo Bertolucci (Italia, 1970)
Ensayo de un crimen – Estasi di un delitto di Luis Buñuel (Messico, 1955)
Le passage du Rhin – Il passaggio del Reno di André Cayatte (Francia, Germania, Italia, 1960)
Maria Zef di Vittorio Cottafavi (Italia, 1981)
Crash di David Cronenberg (Canada, 1996)
Francisca di Manoel De Oliveira (Portogallo, 1981)
Khaneh siah ast – The House Is Black di Forough Farrokhzad (Iran, 1962)
Lo sceicco bianco di Federico Fellini (Italia, 1952)
Sosdrásban – Nella corrente di István Gaál (Ungheria, 1963)
Tappe-haye Marlik – The Hills of Marlik di Ebrahim Golestan (Iran, 1964)
La muerte de un buròcrata – La morte di un burocrate di Tomás Gutiérrez Alea (Cuba, 1966)
Out of the Blue di Dennis Hopper (Canada, USA, 1980)
Extase – Estasi di Gustav Machatý (Cecoslovacchia, 1932)
Mauri di Merata Mita (Nuova Zelanda, 1988)
Tiro al piccione di Giuliano Montaldo (Italia, 1961)
New York, New York di Martin Scorsese (USA, 1977)
Kalina Krasnaya – Viburno rosso di Vasiliy Shukshin  (URSS, 1973)
Way of a Gaucho – Il grande gaucho di Jacques Tourneur (USA, 1952)

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