Hotel Artemis

Hotel Artemis **

Tra i saldi di fine stagione, 01 distribuzione ci regala il primo film dello sceneggiatore di Iron Man 3, Mission: Impossible Rogue Nation e del prossimo Hobbs & Shaw: Drew Pearce.

Hotel Artemis, uscito a giugno 2018 negli stati Uniti, senza lasciare traccia, arriva solo ora nelle sale italiane, mescolando ambientazione apocalittica, atmosfere noir, azione esagerata e aspirazioni d’autore, senza riuscire mai davvero a trovare la sua strada.

Ambientato nella Los Angeles del 2028, preda di fortissimi scontri e contestazioni popolari, nei confronti della società che ha privatizzato l’acqua e che asseta la città degli angeli, il film di Pearce è tutto ambientato all’interno dell’Hotel Artemis, un rifugio segreto per grandi criminali, gestito da un’anziana infermiera, Jean e dal suo nerboruto assistente, Everest, dove potersi curare le ferite, con i migliori ritrovati della medicina e della chirurgia.

Solo chi è ferito e chi è in regola con la retta annuale, può accedere all’Artemis: dopo una rapina finita male, ci arrivano i fratelli Sherman e Lev, rinominati con il nome della loro stanza Waikiki e Honolulu.

In albergo c’è anche la pericolosissima francese Nice, che ha una missione segreta da portare a termine per i suoi clienti che amano lo snuff, e lo sbruffone Acapulco.

Quando il proprietario del posto e di mezza Los Angeles, Orian Franklin, arriva ferito al’Artemis, scortato dal suo figlio ribelle e dai suoi scagnozzi, le cose si mettono male per tutti…

Il film di Pearce è una strana fantasia pulp-futurista, sempre indecisa tra l’esperimento d’autore e il B-movie, che trova la sua forza in un cast decisamente originale, in cui un’invecchiatissima Jodie Foster ha il ruolo dell’infermiera dell’Artemis, Bautista è il suo assistente, Sterling K. Brown il criminale generoso e Sofia Boutella la professionista invincibile.

L’arrivo di Jeff Goldblum nei panni del grande capo è un altro colpo da maestro di Pearce.

Peccato però il film sia completamente sfilacciato dal punto di vista narrativo, introduca una sottotrama inutile con una poliziotta che Jean decide di salvare all’Artemis, mettendo a rischio la sua gestione e non sfrutti sino in fondo le potenzialità dei personaggi, facendone stereotipi appena accennati, neanche tanto funzionali all’incedere dell’azione.

Il discreto talento di Pearce nella messa in scena, coadiuvato dalle luci saturatissime di Chung Chung-hoon, storico collaboratore di park Chan wook, e responsabile anche del nuovo IT, aiutano a mantenere una certa compattezza narrativa, anche grazie alla dedizione degli interpreti, il film sembra sbandare continuamente, divagando senza motivo, rimanendo sempre fuori fuoco, incerto a chi prestare ascolto.

E’ curioso che sia proprio la scrittura drammatica il difetto più grande di un film girato da uno sceneggiatore, ma lo spunto iniziale, piuttosto originale, non viene sviluppato a dovere, lasciando i personaggi in balia del caso.

Persino il coté politico ambientalista lascia il tempo che trova, contribuendo solo all’atmosfera di guerriglia urbana e di assedio che incombe sui personaggi.

Il twist finale, che coinvolge l’infermiera, è talmente poco interessante, che poco ci importa di scoprirlo.

Come al solito la Boutella è formidabile nell’action puro e qui sembra rievocare la scena del corridoio di Old Boy, girata proprio da Chung Chung-hoon quindici anni fa, pur senza lo stesso rigore formale.

Purtroppo, per il resto, Hotel Artemis sembra proprio un fondo di magazzino, un reperto eccentrico, fuori tempo massimo…

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