Gaspar Noé in Fondazione Prada

“Avete notato che ha vinto la Germania? Chissà perché nessuno mi chiede come mai in questo film vince una tedesca. Noi francesi dovremmo odiarli, i tedeschi”. Accostando Gaspar Noé ai suoi film si ottiene un ossimoro. Da una parte un uomo pacato, contenuto, ai limiti del timido. Dall’altra una serie di bombe a mano che gli hanno fatto guadagnare il bollo di regista più rivoluzionario della sua generazione, dai tuffi nei punti più bui della psiche umana con Enter the Void (2009) al sesso non simulato di Love (2015).

Insomma, siamo in Fondazione Prada e abbiamo appena guardato il suo ultimo lavoro Climax, presentato alla Quinzaine Des Realisateurs nel 2018 – nelle sale italiane uscirà finalmente il 13 giugno –, un horror dance movie ambientato in una palazzina abbandonata popolata di ballerini che, alle prese con prove estenuanti per una coreografia misteriosa, vengono drogati a loro insaputa. Un’ora e mezza di delirio lisergico insanguinato e intriso di ormoni, il lungometraggio che potrebbe girare un toro sotto steroidi a metà corrida se per magia gli venissero temporaneamente conferite abilità da filmmaker. E subito dopo entra Noè con passo felpato, pipettino, che pare lì lì per chiedere il permesso di parlare alla sua stessa conferenza.

E non sembra neanche prendersi particolarmente sul serio: “Dai, tutto sommato la si potrebbe chiamare una pubblicità progresso contro l’abuso di sostanze! Forse un po’ radicale, certo…”. In effetti anche i suoi riferimenti culturali sono lontani dal soft: “Nelle riprese iniziali inquadro una libreria che contiene la summa di quel che ho scoperto e ha iniziato a ispirarmi negli anni Ottanta”, racconta, “ci sono Salò di Pasolini, una raccolta di poesie di Emil Cioran, Suspiria di Dario Argento, The Inauguration of the Pleasure Dome di Kenneth Anger, Eraserhead di Lynch, Taxi Driver in formato libro e così via”. Oltre a essere generoso nel condividere i suoi punti di riferimento, azzarda addirittura delle linee guida interpretative per il suo film: “Il palazzo abbandonato e tappezzato di bandiere della Francia e crocifissi è allegorico dei movimenti di estrema destra e della loro visione ultraconservatrice del mondo”, spiega, “in questo contesto i ballerini diventano simbolo della Francia contemporanea, che si sente stretta e inquieta dentro questi schemi di pensiero”.

Quanto alla sceneggiatura, per chi si chiede come sia possibile scrivere una storia così fuori da ogni logica, il trucco è non scriverla affatto: “L’intero copione, indicazioni di scena incluse, è lungo cinque pagine”, svela, “volevo catturare l’essenza dei ballerini, li ho aiutati a entrare nel giusto assetto mentale e poi li ho lasciati liberi, quando hanno perso tutte le inibizioni la macchina da presa non ha fatto che amplificare le loro sensazioni”. Ha aiutato il fatto che nessuno di loro, a eccezione di Sofia Butella (Selva) e Souheila Yacoub (Lou), avesse mai avuto esperienze attoriali prima delle riprese: “Sophie e Souheile hanno finito per essere delle guide, il che ha facilitato i lavori, ma certamente avere a che fare con materia grezza è stato l’ideale per una produzione di questo tipo”.

Ultima questione: perché i titoli di coda piazzati a due minuti dall’inizio? “Sono necessari ma noiosissimi. A chi interessa sapere il nome del tizio che ha noleggiato i walkie talkie o di chi ha acconsentito che il suo cane comparisse nelle riprese?”, attacca, “sbarazzersene all’inizio evita il rischio di diluire il finale con lunghe liste vuote di significato, preserva l’impatto della pellicola”.

Missione compiuta.

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.