The Guilty

The Guilty **1/2

Opera prima del danese Gustav Moller, vincitore dell’ultimo Sundance Film Festival e candidato dal proprio paese all’Oscar per il miglior film straniero, the Guilty è un thriller telefonico, che sta tra In linea con l’assassino e Locke.

Il protagonista è un agente della polizia, Asger Holm, declassato temporaneamente a rispondere alla centrale del 112, a causa di un’indagine interna.

E’ il suo ultimo turno, l’indomani al processo la sua posizione dovrebbe essere chiarita, anche grazie alla testimonianza del partner Rashid, consentendogli di rientrare in servizio.

Quando tuttavia riceve una chiamata da parte di una donna, che afferma di essere stata rapita dall’ex marito e di temere per la sua incolumità e per quella dei suoi figli, Asger cerca in ogni modo di salvarla.

Il film è tutto girato nella stanza della centrale del 112, con Asgar e gli altri colleghi, e sfida la concentrazione assoluta di spazio, tempo e azione, attraverso un tor de force di parole.

Con l’unica eccezione di qualche immagine su computer e mappe, il film è una teoria di primi e primissimi piani del protagonista, che dialoga al telefono con i superiori, con le stazioni di zona, con il partner, con la donna rapita e con il marito rapitore, oltre con loro figlio, rimasto in una casa che si scoprirà dell’orrore.

The Guilty è uno di quei film che stressano i limiti narrativi e sfidano la drammaturgia cinematografica, cercando l’originalità tipica delle opere prime che vogliono farsi notare.

L’impianto teatrale è sin troppo esibito, le rivelazioni che ribaltano le convinzioni dello spettatore un po’ moraliste, il coinvolgimento truce dei bambini, decisamente evitabile e ricattatorio, e l’interpretazione del danese Jakob Cedergren, non particolarmente complicata, nel ruolo del poliziotto ottuso e violento, che cerca il riscatto proprio alla sua ultima occasione.

Sul piano narrativo il film si muove in modo piuttosto prevedibile, l’imposizione dei limiti non diventa mai una sfida alla messa in scena, che alterna in modo scolastico i diversi piani sul protagonista.

Moller si affida esclusivamente alla progressione della fabula e alle rivelazioni che punteggiano con precisione il crescendo drammatico.

The Guilty è un film che colpisce mentre lo si sta vedendo e si dimentica in fretta una volta che è terminato. Un fuoco d’artificio, che oltre allo stupore, non lascia molto.

In Italia con Movies Inspired e al Festival di Torino.

 

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