2017: l’anno nero del box office cinematografico

L’anno solare è terminato e i numeri del box office sono definitivi.

La crisi che ha colpito gli Stati Uniti da agosto e l’Italia da almeno dodici mesi si è concretizzata in un risultato davvero disastroso.

Negli Stati Uniti i biglietti staccati si sono fermati a 1,26 miliardi. Il numero più basso dal 1995.

In un paese costantemente impegnato a crescere e superarsi è un risveglio davvero drammatico.

La crescita di Netflix, Amazon e degli altri servizi di streaming non è sufficiente a compensare la caduta.

Forse ha ragione Jodie Foster quando ha paragonato, in un’intervista a Radio Times di Londra, il lavoro delle major hollywoodiane al fracking, alle perforazioni per estrarre il gas: ‘going to the movies has become like a theme park. Studios making bad content in order to appeal to the masses and shareholders is like fracking – you get the best return right now but you wreck the earth. It’s ruining the viewing habits of the American population and then ultimately the rest of the world. I don’t want to make $200m  (£150) movies about superheroes”.

Se poi guardiamo i primi 15 incassi di stagione negli Stati Uniti, scopriamo che al di là di sequel, prequel, reboot, adattamenti e animazioni, c’è un solo film originale, Dunkirk di Nolan.

Se guardiamo poi alla strategia della Disney, che si appresta ad occupare ben oltre il 30% del mercato, con l’acquisto di Fox, le parole della Foster assumono un valore piuttosto sinistro…

L’Italia non è certo messa meglio e con 92 milioni di biglietti staccati nel corso del 2017 ha battuto nuovi record negativi. Di solito è la quota di 100 milioni quella su cui valutare un’annata. Restare così sotto è un mezzo disastro. Il calo rispetto al 2016 è stato del 12%. Ed in particolare è stata l’estate a soffrire, con i mesi di maggio e giugno, molto negativi.

La quota dei film italiani è crollata da 28,7% del 2016 al 17,4% del 2017. In termini di incassi il caloè ancor più disastroso: nel 2016 i film italiani avevano incassato 190 milioni di euro, quest’anno solo 102. E’ vero, non c’è stato un nuovo Checco Zalone, ma per trovare un dato così basso bisogna tornare indietro al quinquennio 2000-2004. E tolti i 60 milioni di Zalone, resta comunque un buco di sceneggiatura di una trentina di milioni di euro che mancano all’appello.

Il film italiano più visto è L’ora legale di Ficarra e Picone con 10,3 milioni di euro, seguito a poche migliaia di euro da Mister Felicità di Alessandro Siani.  A distanza siderale, con 5,6 milioni Poveri ma ricchissimi del regista innominabile con Christian De Sica.

C’è però un vincitore morale ed è Riccardo Milani che, in coppia con Antonio Albanese e Paola Cortellesi ha superato tutti con i due film usciti nel corso dell’anno: Mamma e papà ha incassato 4,5 milioni di euro, mentre Come un gatto in tangenziale, uscito il 28 dicembre, ha raccolto 6,7 milioni e potrebbe anche chiudere vicinissimo ai 10 milioni. Evidentemente il trio funziona a meraviglia e il pubblico sta rispondendo in modo molto positivo.

Al contempo si sono avvantaggiati i film americani che sono passati dal 55,7% del 2016 al 66,3% del 2017, con La bella e la bestia della Disney a guidare la classifica generale con 20 milioni, seguito da Cattivissimo me 3 vicino ai 18 milioni e Star Wars – Gli ultimi Jedi con oltre 15. Otto titoli sui primi dieci sono americani.

Bene anche la Francia che è passata dall’1,84% al 4,23%.

I dati sono ancora più deprimenti se pensiamo che oltralpe, con una popolazione simile e un’economia ugualmente in difficoltà, i biglietti venduti sono stati ben oltre 200 milioni.

Peraltro il prezzo medio del biglietto in Italia nell’ultimo anno è aumentato solo di 5 centesimo a 6,38 euro: non è certo il caro biglietti, il fattore a cui si può imputare la colpa di questa disaffezione.

 

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