La Disney acquista la 20th Century Fox per 52 miliardi di dollari

Come prevedibile ormai, è arrivata l’ufficialità: la Walt Disney Company ha acquistato la divisione cinema, parte di quella televisiva e streaming della 21th Century Fox, già di proprietà di Rupert Murdoch, con la sola esclusione della Fox Broadcast con Fox News e Fox Sports e degli studi di Century City, che saranno solo affittati per 7 anni alla Disney.

Passano così alla casa di topolino, diretta dal CEO Bob Iger, l’intero catalogo, i franchise e i progetti della 20th Century Fox, della Fox Searchlight, della cable tv FX e di Hulu, che ha 32 milioni abbonati negli USA e che ha prodotto il premiatissimo The Handmaid’s Tale, proprio quest’anno.

Piccola postilla italiana: anche la quota di maggioranza relativa di Sky, pari al 39%, passa quindi alla Disney. La Fox peraltro stava concludendo l’acquisto del rimanente 61% di Sky, a cui la Disney pare molto interessata.

Bob Iger resterà a capo della nuova società fino al 2021, prolungando di due anni il suo contratto, per gestire la transizione. Nel corso del suo mandato la Disney ha acquistato la Pixar per 7 miliardi, la Marvel e la Lucasfilm per 4 miliardi ciascuna.

Ora la madre di tutte le fusioni cinematografiche, che porta nella grande famiglia della Disney le proprietà di Avatar, Alien, Il pianeta delle scimmie, Die Hard, i tre Star Wars originali, i televisivi Simpsons e X-Files e gli X-Men, finalmente riuniti alla Marvel, oltre all’intero catalogo della società fondata da William Fox nel 1915 e riunitasi alla 20th Century nel 1935.

E’ curioso che la Disney, storicamente una piccola società indipendente, rispetto alle cinque major dei tempi dello studio system (Warner, MGM, Paramount, 20Th Century Fox e RKO) e persino rispetto alle cosiddette mini-major, (Universal, Columbia, United Artist), sia oggi diventata la più grande di tutte, con una quota di mercato, solo in ambito cinematografico e solo rispetto agli Stati Uniti, superiore al 30% dopo la fusione.

Negli ultimi cinque anni, infatti, Fox e Disney sono sempre stati nei primissimi posti per market share: assieme non troveranno alcun concorrente significativo che possa contrastare il loro dominio.

Gli azionisti della Fox avranno alla fine il 25% del capitale Disney.

La nuova società dovrebbe risparmiare 2 miliardi di dollari l’anno dalla fusione dei due gruppi.

Il processo di fusione dovrebbe durare 18 mesi. I figli di Rupert Murdoch potrebbero avere un destino diverso: James che era il CEO della 21th Century Fox potrebbe entrare nella Disney, mentre Lachlan, che era executive chairman, dovrebbe rimanere alla Fox, nella società scorporata.

Quello che tuttavia preoccupa è che la scelta di Iger e della Disney è stata quella di ridurre al minimo i film da lanciare sul mercato, investendo solo nelle proprietà già acquisite, senza rischiare nulla e lanciando nelle sale un solo film al mese.

Sarà così anche per la nuova Fox? O la qualità e la diversificazione dell’offerta, ottenuta anche grazie alla piccola Fox Searchlight, verrà preservata?

La Writers Guild, il sindacato degli scrittori ha espresso subito le sue preoccupazioni: “In the relentless drive to eliminate competition, big business has an insatiable appetite for consolidation. Disney and Fox have spent decades profiting from the oligopolistic control that the six major media conglomerates have exercised over the entertainment industry, often at the expense of the creators who power their television and film operations. Now, this proposed merger of direct competitors will make matters even worse by substantially increasing the market power of a combined Disney-Fox corporation. The antitrust concerns raised by this deal are obvious and significant. The Writers Guild of America West strongly opposes this merger and will work to ensure our nation’s antitrust laws are enforced”.

Gli interrogativi sono molti. L’unica cosa certa è che in un mercato che vede ancora una volta come in passato, lo spettro di una crisi di sistema, la risposta – per la prima volta – non è stata quella di rafforzare la proprietà degli studios e di diversificare e rinnovare la qualità dell’offerta, ma di concentrare l’influenza, il potere e il valore del prodotto in un solo grande soggetto, che farà sembrare tutti gli altri come dei simpatici nanetti, al cospetto della sfavillante Biancaneve-Disney.

L’ultima parola, in ogni caso, spetterà all’antitrust americano, che poco meno di un mese fa ha già bloccato la fusione tra Time Warner e AT&T, un’operazione da 85 miliardi di dollari, che avrebbe portato lo storico studio di Burbank, la CNN e la HBO sotto l’egida della grande compagnia telefonica americana, sfruttando così tutti i nuovi canali distributivi online.

Se le autorità fermeranno la fusione Disney-Fox, la società di Bob Iger dovrà versare 2,5 miliardi di dollari a quella di Murdoch.

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...