Points of view: Assassinio sull’Orient-Express

Assassinio sull’Orient-Express

Si sa, i classici non tramontano mai e costituiscono una fonte fervida e viva d’ispirazione e modello per ogni altro ambito artistico, inclusa la settima arte. È così che dopo tanti anni Assassinio sull’Orient Express, uno dei romanzi più famosi e di maggior successo della regina del giallo Agatha Christie, torna ad essere oggetto di una trasposizione cinematografica diretta dallo stile registico spettacolare e teatrale di Kenneth Branagh che presta anche il volto al protagonista Hercule Poirot.

Il pubblico appassionato e adulto ricorderà la versione cinematografica del 1974 diretta da Sydney Lumet, classica e fedele all’omonima opera scritta, con Albert Finney nei panni di Poirot con lunghi baffoni neri appuntiti.Il Poirot di Branagh ha baffoni brizzolati spessi e folti, ugualmente vistosi ma certamente più caricati. La caricatura, la spettacolarità della scenografia e la coralità di un cast “stellare” rende unica e diversa questa pellicola la cui visione risulta piacevole sia allo spettatore preparato sulla trama sia allo spettatore ignaro dello storia stessa. L’azione è compatta nel pieno rispetto delle unità spazio–temporali e l’interpretazione di Branagh e di tutti i personaggi è teatrale così come l’impostazione che si vuole dare al film.

Poirot, il migliore e più famoso investigatore al mondo, lascia Istanbul sul treno Orient Express con altri passeggeri tra cui l’americano Ratchett (Johnny Depp), che sarà trovato misteriosamente morto nel proprio scompartimento. Durante il suo percorso e in concomitanza con l’omicidio, il treno resta bloccato tra le montagne innevate a causa di una valanga. Poirot è chiamato ad indagare sul caso, bloccato sul treno con gli altri passeggeri tra i quali si nasconde l’assassino.

Ecco che lo spettatore ritrova tutti gli elementi cari al giallo di Agatha Christie: un assassino sconosciuto presente tra i personaggi riuniti in un unico luogo lontano dal mondo, un investigatore, indizi, arma del delitto, interrogatori, mistero e suspense.

Branagh riporta sapientemente tutti gli elementi tra bianche e maestose montagne per accentuare l’isolamento e l’impossibilità di fuggire, in un treno dagli interni curati e dai colori caldi i cui vagoni rappresentano le scene teatrali in cui prende forma lo spettacolo portato avanti da Michelle Pfeiffer, Penelope Cruz, Johnny Depp, Willem Dafoe, Judi Dench e altri, tutti calati nelle loro parti, tutti che contribuiscono a rende chiaro un pezzo del puzzle del quale compongono una parte piccola ma necessaria. Tra i numerosi interpreti nessuno spicca con una personalità superiore agli altri, a parte Johnny Depp il cui ruolo, in quanto vittima, viene un po’ più evidenziato tramite un’interpretazione diversa, più appropriata, da quella dark ed esagerata a cui ci aveva abituati in molti film “burtoniani”. Gli altri personaggi si alternano in ruoli ben bilanciati senza dare più pregio all’uno o all’altro. Tuttavia, la scelta di attori e attrici famosi è mirata ad accentuare quella spettacolarità che porta lo spettatore a riconoscere volti noti e familiari.

E poi c’è Poirot che domina la scena con il suo acume investigativo, la sua attenzione al dettaglio, la sua precisione, meticolosità e i suoi baffoni. Garante della giustizia, il protagonista si fa portavoce anche della morale finale: perchè l’uomo uccide? Per vendetta? Per sofferenza? Per trovare la pace a seguito di una ferita interiore o per ottenere una giustizia personale che, per lecite vie legali, non otterrebbe mai?

Lo spettatore si trova a riflettere anche su questo dopo la visione di un film che risulta un’opera teatrale su grande schermo resa interessante, piacevole, di grande effetto ed impatto grazie all’ambientazione, ai costumi e alle performance dei suoi attori senza scordare che il genio di Branagh ha avuto, in questo caso, una buona spinta dalla geniale penna di Agatha Christie nella definizione della trama e, soprattutto, dei  personaggi.

Un film tratto da un classico che non lascerà delusi né il pubblico adulto, più esperto di cinema e di letteratura, né il pubblico più giovane che, seppur ignaro, si farà ugualmente catturare dall’intrigo e dalla curiosità di andare a leggere il romanzo.

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...