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Miss Sloane. Recensione in anteprima

Miss Sloane **1/2

Chi è Elizabeth Sloane e perchè è costretta a difendere il suo lavoro, appellandosi al quinto emendamento, davanti ad una commissione del Senato degli Stati Uniti?

Il film di John Madden, comincia dalla fine, dall’estenuante seduta pubblica, in cui il Senatore Sperling cerca di provocare una reazione e aprire una breccia nel silenzio di Miss Sloane, per incriminarla e metterla con le spalle al muro.

Il racconto di riavvolge. Tre mesi prima Miss Sloane lavora come lobbista per conto del Governo Indonesiano, per cercare di ridurre l’impatto di una legge che avrebbe imposto pesanti dazi sull’olio di palma.

Quando il suo capo, George Dupont viene contattato dalle associazioni dei produttori di armi che vogliono evitare una riforma che renderebbe più difficile comprare armi negli Stati Uniti, Miss Sloane rifiuta l’incarico, decide di licenziarsi e passare alla concorrenza.

Ma i suoi metodi sono tutt’altro che ortodossi: drogata di adrenalina e pillole stimolanti, perennemente insonne, non si fa scrupolo di usare la storia personale dei suoi collaboratori, pur di vincere la sua nuova battaglia, manipolando il suo nuovo capo, usando intercettazioni e microspie, aggirando le norme etiche che vincolano la sua attività.

La lobby della armi però ha un potere di spesa e risorse incomparabili e, pur di evitare una sconfitta ormai probabile, decide di attaccarla personalmente, esponendola sui mezzi di informazione, quindi organizzando una commissione d’inchiesta sul suo passato impegno a favore dell’olio di palma…

La carriera di John Madden è quella di un grande professionista, un metteur en scene capace di trarre il meglio dal contesto produttivo messogli a disposizione.

Arrivato al cinema tardi, a 44 anni, con Ethan Frome tratto da una novella di Edith Wharton, messosi in luce con Mrs Brown, che ha regalato a Judi Dench la sua prima nomination, Madden ha vinto l’Oscar e l’Orso d’Argento, a sorpresa, con la commedia di Marc Norman e Tom Stoppard, Shakespeare in Love.

Da allora ha diligentemente alternato thriller a sfondo storico e politico, adattamenti teatrali e commedie romantiche, senza più conoscere lo straordinario successo di fine anni ’90.

Miss Sloane, scritto da Jonathan Perera ed interpretato dalla straordinaria Jessica Chastain, avrebbe meritato maggior fortuna. E’ invece uscito negli States in poche sale, a fine novembre, senza lasciare traccia.

Si tratta invece di un ottimo thriller, ambientato nel mondo opaco di coloro che lavorano dietro le quinte a Washington: lobbisti, stakeholders, associazioni, media.

Madden si affida alla centralità di una protagonista travolgente, che sembra aver fatto la scommessa più rischiosa della sua vita. Abbandonando il suo posto nella società nella quale aveva costruito fama e fortuna, Miss Sloane mette a rischio una routine che l’aveva spinta al limite. Fisicamente, eticamente e professionalmente.

La vediamo lavorare freneticamente con la sua squadra, sempre un passo davanti a tutti: paladina del libero mercato, del sesso senza coinvolgimenti, delle benzodiazepine e del ruolo sociale e del potere conquistato, Elizabeth non sembra intenzionata a rinunciarvi neppure quando passa dalla parte dei buoni, se così vogliamo chiamare la lobby per il controllo delle armi.

Per lei il lavoro non cambia. Quello che conta è vincere, senza alcuno scrupolo. Ma non è la sola: e se i suoi comportamenti sono sempre al limite, qualcuno ha deciso di spostare quel limite ancora più in là.

Lo scontro che domina permanentemente il lavoro dietro le quinte della politica di Washington è senza esclusione di colpi. Madden lascia intravvedere la violenza che regola il sistema, ma non vuole fare la voce grossa, piuttosto preferisce raccontare la sua protagonista. Un personaggio con cui è difficile empatizzare, se non l’avessimo vista subito, nelle prime scene, toccare il fondo. Il film è costruito tutto su di lei, sulle sue idiosincrasie, sulla sua determinazione, sui suoi rarissimi cedimenti, sulla sua bulimia lavorativa e sulla sua disperata sete di successo.

Miss Sloane nasconde sapientemente le sue svolte narrative, senza mai uscire dal solco del già noto, ribadendo il copione tradizionale di colpa e redenzione. Eppure il film è gustoso, ambientato in un mondo dipinto con colori vividi e relativamente inediti, con una Chastain perfettamente a suo agio anche in un ruolo machiavellico e maschile per eccellenza.

Perfetto il cast di contorno da Michael Stuhlbarg a Mark Strong, da Gugu Mbatha-Raw a John Lithgow. Producono i francesi di Europa Corp.

M119 (Left to right.) Mark Strong and Jessica Chastain star in EuropaCorp's "Miss Sloane". Photo Credit: Kerry Hayes © 2016 EuropaCorp Ð France 2 Cinema

 

 

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