Cinema con vista: Miss Peregrine

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Le fiabe di Tim Burton costringono a dormire con la luce accesa, e inducono i più piccoli a urlare nel cuore della notte, per la “gioia” dei genitori. Sotto il letto potrebbe nascondersi il Johnny Depp dalle unghie lunghe di Edward mani di forbiceo il Jack Skeleton di Nightmare Before Christmas, ma dobbiamo davvero aver paura di loro? Forse incontrare la Emily de La sposa cadavere farebbe fuggire a gambe levate anche i più coraggiosi, ma il regista di Burbank accompagna lo spettatore oltre i pregiudizi. Non tutti i mostri sono diavoli, come molti uomini non sono angeli. Burton supera lo stereotipo, e riflette sui sentimenti di chi è diverso, di chi è costretto a vivere ai margini della società.

I bambini “speciali” di Miss Peregrine sono eccentrici, pericolosi, ma hanno un cuore d’oro e cercano solo un po’ d’affetto in una società che li respinge. Vivono in un orfanotrofio su un’isola sperduta del Galles, costretti in un loop temporale per celarsi al radar dei cattivi. I loro occhi sono merce pregiata, e alcuni ucciderebbero pur di poterli mangiare, come orchi moderni che seguono la stravaganza del loro autore. L’unica speranza è Jake, un ragazzo della Florida dal passato misterioso, che in seguito alla morte di suo nonno scopre di avere capacità inaudite.

Miss Peregrine – la casa dei ragazzi speciali è tratto dall’omonimo successo editoriale di Ransom Riggs, e nel tempo si è trasformato in una trilogia. Burton è rimasto fedele all’originale, per poi riscrivere il finale e dare allo spettatore un senso di compiutezza. Nel romanzo, le ultime battute rimandavano alla puntata successiva, mentre al cinema la saga potrebbe anche concludersi con questo primo, allucinato, capitolo. Le idee scoppiettanti si alternano alle folcloristiche derive dark dell’autore, e quando anche i transatlantici affondati ricominciano a solcare i mari, non ci resta che tornare ragazzini. Lo spirito pop richiama le biciclette volanti dell’E.T. di Steven Spielberg, e i personaggi un po’ suonati, più vicini al manicomio che alla realtà, animano un colorato carnevale.

Burton cita il suo Frankenweenie con l’uso delle bambole di pezza, e non manca un omaggio a Shining, quando un Samuel Lee Jackson dagli occhi spiritati prende ad accettate una sfortunata porta di legno. Miss Peregrine – la casa dei ragazzi specialiè un folle ottovolante fuori controllo, che in qualche modo frena prima di schiantarsi contro il muro del fumettone. Il ritmo è alto, ma Burton sa quando rallentare, per costruire l’immagine pungente di un’infanzia bruciata, che anela alla normalità. Tutti abbiamo bisogno di una guida, in questo caso interpretata da una conturbante Eva Green dai toni steampunk, ma forse nessuno può vantare una “mamma” che spicca letteralmente il volo e sa manipolare il tempo. Per Burton essere alternativi è una fortuna, perché ogni giorno una mirabolante avventura è dietro l’angolo. 

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