Venezia 2016. The Bleeder

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The Bleeder **
Fuori Concorso

The Bleeder è la storia vera di Chuck Wepner, venditore di alcolici del New Jersey che resistette 15 round contro il più grande pugile di ogni tempo, Muhammad Ali. La sua storia ha ispirato la serie Rocky, che ha registrato incassi record di miliardi di dollari. Nei suoi dieci anni sul ring Wepner subì due K.O., otto rotture del naso e 313 punti di sutura. Ma le sue lotte più dure furono fuori del ring, dove condusse una vita epica fatta di droghe, alcol, donne spregiudicate, incredibili successi e drammatiche cadute.

Qualche tempo fa, è stata pubblicata online una bellissima intervista di Roger Ebert a Muhammad Ali con le sue reazioni a caldo, durante e dopo la visione del secondo film della serie di Rocky.

La distanza tra realtà e finzione non avrebbe potuto essere più sottile: le qualità straordinarie di Ali e la sua comprensione assoluta deei meccanismi della comunicazione e dello show business, facevano impallidire il lavoro di scrittura, pur ottimo, di Stallone.

The Bleeder ci racconta l’altro angolo di quel ring. Un paio di anni prima che Rocky diventasse uno dei classici senza tempo del cinema sportivo, un modesto pugile del New Jersey ebbe davvero la chance per il titolo dei mesi massimi, contro il campione che aveva fatto la storia, battendo Foreman in Zaire.

Don King aveva organizzato l’incontro a Cleveland, puntando sulle suggestioni di un pugile bianco che affrontava il figlio della naziona africana, appena consacrato dalla Rumble in Jungle.

Chuck Wepner, contro tutti i pronostici, riuscì ad atterrare Ali e resistette sino all’ultima ripresa, ispirando lo squattrinato attore e sceneggiatore Sylvester Stallone.

Il film ripercorre la sua vita, le sue difficoltà familiari e personali, i problemi con la droga e il carcere.

Wepner era un figlio del New Jersey, scanzonato e incapace di tenere a freno gli istinti e le tentatazioni della fama.

The Bleeder è una commedia di genere e un biopic ben contruito, tradizionale, solido e divertente, esempio di quel cinema medio che neppure Hollywood sembra più in grado di proporre.

Eppure Liev Schreiber ci mette la faccia sbruffona e truccata e il fisico allenato dalla palestra, Elisabeth Moss è la prima moglie che tollera e poi scoppia, Naomi Watts con parrucca rossa, la seconda compagna che lo tira fuori dai guai.

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