Venezia 2015. Il manifesto della 72° Mostra!

72MIAC_2015

E’ ancora Simone Massi a disegnare il manifesto della 72° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Così come accaduto negli ultimi tre anni, il soggetto dell’anno precedente compare sullo sfondo, lasciando in primo piano quello nuovo: il rinoceronte di E la nave va lasciava spazio al Bruno Ganz di L’eternità è un giorno di Theo Anghelopoulos, quindi ad Antoine Doinel/Jean-Pierre Léaud. Questa volta questa volta è il personaggio dei 400 colpi a rimpicciolire, secondo quanto ci comunica l’ufficio stampa, alle spalle di Nastassja Kinski in Paris, Texas.

Sì, perchè, in tutta onestà, è difficile riconoscere l’attrice nel ritratto proposto come manifesto.

Il lavoro di Simone Massi ci ha sempre lasciati piuttosto freddi, ma questa volta è davvero molto brutto. Non c’è molto altro da aggiungere. Eppure l’infatuazione dei curatori della Mostra è invece assoluta e si perpetua nel corso degli anni, quasi che non ci fossero altri disegnatori, fotografi, grafici o illustratori, capaci di curare il manifesto del festival.

Misteri italiani…

Piccola postilla

In realtà, dopo una veloce ricerca iconografica, l’immagine da cui Massi ha tratto spunto è chiaramente tratta da Così lontano, così vicino e non da Paris, Texas.
Si riconosce dalla pettinatura e dall’impermeabile… Epic Fail anche dell’Ufficio Stampa della Biennale.

Così lontano così vicino

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Il manifesto della 72. Mostra 2015 si colloca in una linea di continuità sia figurativa che narrativa con i tre precedenti (2012-2014). In primo piano, troviamo una figura femminile che rimanda alle fattezze di un’icona del cinema d’autore degli Anni Ottanta, Nastassja Kinski. Questa volta, il film potrebbe essere Paris, Texas di Wim Wenders. Sullo sfondo, il protagonista del manifesto precedente, ispirato invece dall’inquadratura finale de I 400 colpi di François Truffaut e del suo protagonista,Antoine Doinel/Jean-Pierre Léaud. Osservate l’una di seguito all’altra, le quattro immagini generano un effetto di mise en abyme, offrendosi allo sguardo dello spettatore come le tessere di un mini-racconto che ciascuno può liberamente interpretare, lasciandosi guidare dalle suggestioni evocate dai rimandi e dalle citazioni cinematografiche.

La 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennalepresieduta da Paolo Baratta, si svolgerà al Lido dal 2 al 12 settembre 2015.

L’identità visiva e l’immagine coordinata della Mostra di Venezia è stata curata anche quest’anno dallo Studio Graph.X di Milano, sulla base dei disegni di Simone Massi.

Simone Massi, premiato col David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio, è l’autore della sigla che dal 2012 introduce le proiezioni ufficiali della Mostra di Venezia. La sigla ha una durata di 30 secondi, ottenuti da 300 disegni realizzati a mano che citano Fellini, Anghelopulos, Wenders, Olmi, Tarkovskij, Dovženko, Truffaut. Massi ha ideato la sigla con il contributo di Fabrizio Tassi. La musica è stata scritta ed eseguita da Francesca Badalini, mentre il sound design è di Stefano Sasso. Julia Gromskaya ha realizzato le riprese e Lola Capote-Ortiz si è occupata della post-produzione.

Massi, nato a Pergola nel 1970, è fra gli ultimi pionieri dell’animazione “a passo uno” e ha all’attivo oltre 200 premi vinti nei principali festival nazionali e stranieri, oltre a essere ritenuto uno dei più importanti autori di cortometraggi di animazione a livello internazionale. Animatore indipendente, ha studiato Cinema di animazione alla Scuola d’arte di Urbino. In 19 anni ha ideato e realizzato (da solo e interamente a mano) 19 film di animazione che sono stati mostrati in 60 Paesi e che sono stati riproposti alla 69. Mostra di Venezia 2012, insieme a un inedito, Animo resistente. Per i suoi lavori Massi non si serve dell’uso del computer, ma realizza tutto a mano su carta, attraverso l’uso di matite, carboncini, gessetti, pastelli, grafite e china. La tecnica dei “graffi” adottata nelle ultimissime opere – che gli consente di completare 6-7 disegni al massimo in una giornata – lavorando senza sosta dalla mattina alla sera – fa sì che per un film di 8 minuti siano necessari anche due anni e mezzo di lavoro.

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