Cinema con vista: Child 44

Child-44

La parabola discendente di Ridley Scott non tende a fermarsi e Child 44 è il prodotto di un genio che ha perso la sua ispirazione. I tempi de Il gladiatore sono lontani e dopo un Exodus poco riuscito, il regista britannico ha preferito accomodarsi sulla poltrona del produttore, lasciando l’onere della prova allo svedese Daniel Espinosa, autore di un divertente Safe house. Sulla carta la coppia avrebbe dovuto confezionare una pellicola convincente, grazie anche al solido libro di Tom Rob Smith da cui è tratta, ma molto spesso i trend negativi sono difficili da invertire.

Child 44 è un thriller serrato e psicologico, che vuole raccontare troppe storie nella speranza di distrarre da ciò che non funziona. Si passa dalla fervente critica politica alle vicende personali, per poi dedicarsi nel sottofondo alla ricerca di un serial killer realmente esistito: tutti buoni spunti per girare un ottimo film, ma che uniti insieme danno solo un senso di confusione e dispersione. Daltronde è sempre difficile trasformare un libro in una pellicola cinematografica, perché ciò che funziona nello scritto, molto spesso sul grande schermo risulta ridondante.

In questo modo le vicende del protagonista Leo Demidov (Tom Hardy) perdono di significato e talvolta portano lo spettatore ad interrogarsi sulla loro veridicità. L’attaccamento alla giustizia è spasmodico ed invece di essere un atto di eroismo, sembra solo un modo per scappare dalla realtà, in un mondo capace di qualsiasi efferatezza pur di sottrarre gli affetti altrui. È il ritratto di una Russia sotto regime, incapace di accettare un’ideologia diversa dalla propria e divorata dalla paura d’infiltrazioni esterne. L’obiettivo di Stalin era di ricreare il Paradiso, un mondo in cui tutti erano felici e gli omicidi erano un male sconosciuto, ma il risultato è stato solo quello di mettere un coperchio sull’Inferno. Parafrasando d’Avenia, la Russia di Child 44 si può definire “ciò che Paradiso non è”.

L’affresco storico è sontuoso ed efficace, coadiuvato anche da una fotografia a sprazzi ben riuscita, ma i personaggi sono scarsamente caratterizzati per risultare credibili. In una società profonda e sfaccettata, i protagonisti sono troppo superficiali e gli antagonisti si alternano dall’evanescente allo stereotipato, facendo rimpiangere i tempi in cui un villain poteva essere il pilastro di un film. L’unico che non vuole mai deludere è Tom Hardy, un attore che anche quando la barca sta affondando cerca di rimanere a galla. Sul suo viso si legge la gravità e la disperazione di un uomo schiacciato dal proprio Paese e dalla vita stessa, ma che non vuole soccombere. La lotta per la sopravvivenza è spietata e Leo è diviso tra patriottismo ed amore, con una “ragione” che lo porta ad essere un eroe sempre più fragile: “Una barca nel bosco” che cerca di trovare il suo posto in un mondo che da un momento all’altro potrebbe ingoiarlo.

Child 44 è un film che avrebbe potuto essere, ma che non è stato. Ancora una volta le aspettative sono state tradite dal risultato finale, anche per colpa di una retorica hollywoodiana che, come sempre, cerca di mascherare gli errori con un po’ di buonismo. Forse una sceneggiatura più attenta agli eventi e meno lasciata al caso avrebbe aiutato a salvare una Russia sull’orlo del precipizio.

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.