Sundance 2015: terzo report

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Cominciamo subito con una notizia shock: nessun film del festival sarà proiettato in 35mm. Solo digitale a Park City. Non per una scelta dei selezionatori, ma perchè nessuno ha portato al festival una copia del proprio film diversa da DCP e HDcam.

Holden Payne, Technical Director of Exhibition and Projection del Sundance ha spiegato: “This is actually the first year that we do not have any 35mm in our history. We are showing a 16mm short this year, though a couple of years ago we took 16mm out as an accepted format. We kind of made an exception. It’s a hand-painted 16mm short — I’m spending way too much time to play a 3-minute short, but it was something that I felt compelled to do just because it was a film,” he explained. “We are primarily showing DCP and HD-Cam, and I’m quickly seeing HD-Cam drop off as well. We will not present films in Blu-ray, but we accept it as a backup format and we will only play it if we cannot get the primary format to play.”

Tornando ai film, al Sundance sembra l’anno buono per le commedie: Me And Earl And The Dying Girl diretto da Alfonso Gomez-Rejon, regista di horror e di molte buntate di American horror Story, qui alle prese con un racconto di formazione leggero e cinefilo, con i due protagonisti ossessionati dai film in lingue straniera.

I protagonisti sono due adolescenti, Greg e Earl, non certo amatissimi a scuola. Le cose cambiano quando la madre di Greg lo convince a frequentare Rachel, una ragazza affetta da leucemia.

Dope 1

Altro racconto di formazione è Dope, in cui i tre ragazzi protagonisti sono fans della cultura hip hop e cercano un modo per evadere dai prospects.

Rick Famuyiwa dirige un film che ha molte influenze, da Pulp Fiction a Kevin Smith. La voce narrante è quella di Forest Whitaker, anche produttore.

Tra i protagonisti Tony Revolori di Grand Budapest Hotel.

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Ancora un coming of age movie è The Diary of a Teenage Girl, diretto da Marielle Heller a partire dalla graphic novel di Phoebe Gloeckner, è la storia di un’adolescente precoce nella San Francisco degli anni ’70.

Kristen Wiig e Alexander Skarsgaard sono gli adulti, Bel Powley la protagonista che finisce per intrecciare una relazione con il fidanzato della madre…

Tangerine 1

Di tutt’altro genere è Tangerine, una sorta di road movie con protagoniste due prostitute trans, amiche per la pelle, che si ritrovano la vigilia di Natale, quando una delle due esce di prigione e cerca vendetta nei confronti del fidanzato che l’ha tradita con l’altra, mentre era in carcere.

Cronies è un’altro ritratto di adolescenti di colore, prodotto da Spike Lee, ambientato nel ghetto di St.Louis.

Opera seconda di Michael J. Larnell si giova della fotografia in bianco e nero di Federico M. Cesca capace di restituire l’atmosfera di tensione e pericolo imminenti.

I riferimenti più vicini sembrano L’odio e She’s gotta have it dello stesso Lee.

Cronies 1

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