Venezia 2014. Burying the ex

Burying the Ex

Burying the ex **1/2

Max (Anton Yelchin) è un bravo ragazzo che decide di andare a vivere con Evelyn (Ashley Greene), la sua bellissima ragazza. La loro relazione però diventa complicata quando Evelyn si rivela un incubo, maniaca del controllo e manipolativa. Max vuole troncare al più presto la storia, ma ha paura di dirlo a lei. Il caso gli viene in soccorso quando Evelyn è coinvolta in un incidente e muore. Max incontra dopo non molto tempo Olivia (Alexandra Daddario), una ragazza carina che potrebbe essere la sua anima gemella. Scopre presto che Evelyn è risorta dalla tomba e determinata a riprendersi il suo fidanzato, che potrebbe a sua volta diventare uno zombie.

Gustoso divertissement in coda alla Mostra di Venezia, questo Burying the Ex segna il ritorno di Joe Dante ad un film finalmente memore del suo cinema croccante degli anni ’80.

Dichiarato amore eterno alla fidanzata vegana e iperambientalista, Max, commesso di un negozio dell’orrore si trova legato a lei per la vita, nonostante avesse deciso di mollarla, insofferente alla prepotenza green di Evelyn.

Anche quando la ragazza muore, investita da un autobus, si ripresenta a casa sua con le fattezze di uno zombie deciso a far valere la promessa. Nel frattempo Max si è innamorato di Olivia, che gestisce una gelateria chiamata I Scream e condivide il suo mondo fatto di mostri e film dell’orrore.

I due dovranno difendere il loro amore dagli attacchi di Evelyn.

Il film di Joe Dante è una romantic comedy con zombie, senza troppi pensieri, sapida e divertente. I poster italiani strizzano l’occhio agli iniziati del genere nella casa di Max e la rottura finale con Evelyn si consuma quando lei ridipinge le pareti di verde, piegando i cimeli originali e rovinandoli per sempre.

I quattro giovani protagonisti sono acerbi e indovinati, con Anton Yelchin e Alexandra Daddario a formare una coppia decisamente in rampa di lancio.

Ogni tanto anche nelle mostre più seriose ci vuole un tocco di ironia e gusto: questa volta è toccato al vecchio leone Joe Dante.

Tutto già visto, ma il meccanismo di genere funziona alla perfezione.

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