Ci sono voluto due anni interlocutori, ma ora Marco Mueller ha rivoltato il Festival di Roma, trasformandolo in quella kermesse cittadina che tutti auspicavano, senza concorso, senza anteprime mondiali e senza velleità di concorrere con Venezia o Cannes.
Da 100 film si passa a circa 40, dieci per ogni sezione: Cinema d’Oggi ospiterà film di autori sia affermati che giovani, Gala presenterà una selezione di grandi pellicole “popolari ma originali” della nuova stagione, Mondo Genere accoglierà film appartenenti ai più diversi generi cinematografici, mentre Prospettive Italia farà il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema nazionale di fiction e documentaristico.
Sarà quindi il pubblico ad assegnare i riconoscimenti: il Premio del Pubblico BNL | Gala, in collaborazione con il Main Partner del Festival BNL Gruppo BNP Paribas, il Premio del Pubblico | Cinema d’Oggi, il Premio del Pubblico | Mondo Genere, il Premio del Pubblico | Cinema Italia (Fiction) e il Premio del Pubblico | Cinema Italia (Documentario).
Per le opere prime e seconde ci sarà invece il premio TAODUE Camera d’Oro, con una giuria specifica.
Ci saranno poi alcuni premi speciali che la stessa direzione del Festival di Roma assegnerà in anticipo: il Marc’Aurelio alla Carriera, per celebrare l’opera di un maestro dell’arte cinematografica; il Maverick Director Award, destinato a quei cineasti che hanno sempre operato “fuori dagli schemi”; i Marc’Aurelio Acting Awards, rivolti agli attori e alle attrici che hanno portato ai massimi livelli la tecnica della recitazione; il Marc’Aurelio del Futuro, che segnalerà l’importanza globale di un giovane regista.
Il festival comincerà in anticipo quest’anno il 16 ottobre, per chiudersi il 25.
Rimane un solo, semplice interrogativo: vale la pena di spendere 9 milioni di euro per una rassegna cittadina di 40 film?

