Cannes 2014. Cold in July

Cold in July 2

Cold in July **1/2

Tratto da un romanzo di Joe Lansdale, ambientato nel Texas della fine degli anni ’80, Cold in July e’ il quarto film di Jim Mickle, sulla Croisette anche l’anno scorso con l’horror We are what we are.

E’ cinema croccante, quello di Mickle, pieno di musica, azione, personaggi che non son quello che sembrano e un ritmo che ricorda esattamente il pulp di quegli anni.

Un ladro si introduce nell’abitazione di Richard Dane, un corniciaio traquillo che ci vive con la moglie insegnate ed il figlio piccolo.

I rumori lo svegliano, impaurito e confuso, prende una pistola, la carica e per sbaglio fa fuoco contro l’intruso, colpendolo in pieno petto.

La polizia chiude il caso per legittima difesa: il ladro era Freddy Russell un noto ricercato.

Ma il padre del ragazzo, Ben, appena liberato dal carcere, decide di vendicarsi: si introduce in casa di Richard, minaccia suo figlio, prima di venire catturato dagli agenti.

Alla stazione locale, Richard si accorge quasi per caso da una foto segnaletica che il ladro che e’ entrato in casa sua non e’ Freddy Russell.

Segue cosi’ il detective incaricato del caso e salva ben Russell, abbandonato svenuto sui binari di un treno dalla polizia.

Qualcosa non torna. Ben decide quindi di chiamare un suo amico dei tempi della Guerra di Corea, il detective privato di Huston, Jim Bob Luke.

A bordo della sua cadillac rossa, Jim vive ancora nel mito del cowboy: stivaloni, cappello, cinturone.

I tre si mettono sulle tracce del vero Freddy Russell. Scopriranno pero’ un segreto che non piacera’ a nessuno.

Mickle si diverte a mettere in scena il romanzo culto di Lansdale, senza mai prendersi troppo sul serio. Si affida a tre attori di provata esperienza come Michael Hall, Sam Shepard e Don Johnson, che compongono un trio perfettamente assortito tra istrionismi, efficacia ed incoscienza.

Il film, dopo una prima parte piuttosto farraginosa, procede spedito verso il suo finale alla OK Corral, con alcuni mementi di gustoso cameratismo maschile.

Trionfo al Theatre Croisette. Ma si sa: dopo cinque giorni di rigoroso cinema d’autore anche il cinefilo piu’ intransigente comincia ad apprezzare il cinema cinema maschio e vigoroso di Cold in July, anche se siamo molto lontani dal paradiso…

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