Mereghetti su Rock of Ages

Questa settimana nella sua rubrica sul Corriere della Sera, Paolo Mereghetti si occupa di Rock od Ages, il musical di Adam Shankman, che esce in contemporanea anche nelle nostre sale.

A tenere insieme tutto c’è la colonna sonora firmata da alcuni dei campioni del rock fine anni Ottanta, da Bon Jovi ad Axel Rose, dai Def Leppard ai Poison ai REO Speedwagon, campioni di una musica ancora spigolosa e schitarrante ma addolcita da qualche concessione melodica e molto sensibile alle esigenze del look mediatico (da cui il nome: glam metal).

La cosa curiosa, almeno per uno spettatore che non sia cresciuto succhiando quella musica nel biberon, è lo schematismo e la linearità delle storie, come se la complessità musicale possa finire per esaurire quella narrativa.

In realtà il musical originale era meno consolatorio e soprattutto meno bacchettone […]

Ma si sa che la new Hollywood si è data delle regole che non hanno quasi più niente a che fare non si dice con la realtà ma neanche con la mitologia dell’homo americanus. Adesso interessa solo conquistare il pubblico dei teenagers che affollano (si spera) i multiplex, solleticando il loro pudibondo moralismo e inventando un mondo dove i «nostri» alla fine vincono sempre.

Meglio allora gustarsi qualche singolo numero, musicale o meno… e soprattutto la «rivelazione » Tom Cruise che sfodera una voce invidiabile.

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