Cannes 2012. Le Grand Soir

Le Grand Soir ***

Un certain regard

Scatenati, simpaticissimi, antagonisti, liberatori: Albert Dupontel e Benoit Poelvoorde sono i due protagonisti di questo strampalato e serissimo ciclone che si abbatte sul festival in mattinata.

Come vorremmo che il cinema italiano delle nuove commedie sapesse fare un film come questo. Un film che parla della drammatica crisi economica che sta travolgendo il ceto medio produttivo, con una forza rivoluzionaria, quella dello sberleffo, della risata anarchica e liberatoria.

Perche’ I soliti idioti e’ un filmetto senza capo ne’ coda e questo Le grand soir e’ presentato con tutti gli onori al festival piu’ importante del mondo?

La differenza sta tutta nello sguardo sulla realta’, nel prorompere della commedia in un contesto sociale degradato, nel rifiuto di ogni soluzione ricattatoria, in una cattiveria esibita, che non diventa mai cinismo: sono le regole della commedia all’italiana? Purtroppo nessuno le riconosce più, nel nostro paese.

Protagonisti sono i due fratelli Bonzini. Jean Pierre lavora come venditore di materassi in un grande centro commerciale. L’altro, che si fa chiamare Not, e’ “il punkabbestia piu’ vecchio d’Europa“.

Non potrebbero sembrare piu’ lontani. I genitori gestiscono stancamente un ristorante che si chiama La pataterie. Il padre, che si occupa dell’amministrazione, sembra quadrato e con la testa sulle spalle, la madre in cucina, ha lampi di quello stesso folle anarchismo di Not.

Le cose si mettono al peggio. La crisi costringe il negozio di materassi a sfoltire l’organico e Jean-Pierre viene licenziato, anche grazie ad un filmato ripreso dal cellulare del capo, in cui balla disperato sui materassi d’esposizione, dopo aver cercato invano di vendere quelli in lattice a clienti riluttanti e senza un quattrino, per tutta la giornata.

Not invece vive di espedienti, di elemosina e di invenzioni, assieme ad un piccolo cane simpatico, legato in vita.

Il licenziamento li avvicinera’ anche grazie ad un rito di iniziazione che rendera’ Jean-Pierre sempre piu’ simile a Not.

La coppia sullo schermo fa faville, facendosi beffe di un mondo che sta viaggiando davvero sull’orlo del precipizio e che continua a perpetuare un modello alienante e disumano.

La rivincita sulla grande industria sara’ fantasiosa e liberatoria.

Ogni tanto, anche ai festival di ride di gusto.

Da vedere.

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