Cannes 2012. Vous n’avez encore rien vu

Vous n’avez encore rien vu *1/2

In concorso

Altro venerato e novantenne maestro del festival ed altra delusione cocente. Vous n’avez encore rien vu segue i riusciti e leggeri Cuori e Les herbes folles, ma questa volta Alain Resnais sembra poco ispirato e gira con il pilota automatico.

Con la scusa della morte di un famoso regista teatrale, i suoi attori piu’ affezionati vengono convocati in un castello isolato, per eseguire le sue ultime volonta’. Qui un messaggio registrato spiega loro che dovranno assistere alla ripresa di una rappresentazione teatrale di Euridice, un famoso spettacolo del regista scomparso, che non ha ancora deciso se concedere l’autorizzazione alla giovane compagnia, per la nuova edizione.

Gli attori presenti hanno tutti interpretato quella commedia in passato e, mano a mano che le immagini scorrono sullo schermo, il gioco della recitazione li coinvolge nuovamente. Ciascuno riprende il ruolo di un tempo, in una continua sovrapposizione di battute e situazioni, che appesantisce oltre modo il film.

Non aiutano di certo le orribili scenografie digitali, che spesso fanno da quinta ai protagonisti.

Il gioco del teatro nel teatro, mediato attraverso il cinema e’ vecchissimo e mal ripreso. Gli attori arrancano e la noia regna sovrana.

Curiosamente, come nel film di Kiarostami, anche qui ad un certo punto uno dei personaggi si mette a dormire e persino a russare.

Forse Resnais mettendo in scena ancora una volta il mito di Orfeo ed Euridice, vuole alludere al rapporto impossibile tra cinema e teatro, che non dovrebbero guardarsi eppure non possono fare a meno di farlo? Puo’ anche essere, ma per dirlo, Resnais costruisce il piu’ brutto dei film sul teatro ed il piu’ prevedibile dei suoi lungometraggi.

Oppure Resnais ha voluto parlare ancora una volta si se’, del suo fare cinema, percorso da un’inesausta ricerca della felicita’ e dell’amore, da parte di personaggi che sembrano mossi da un destino beffardo. Anche questa lettura e’ legittima e possibile, ma e’ l’astrazione geometrica di questo Vous n’avez encore rien vu a rendere debole anche questa ipotesi.

Nella compagnia che da molti anni Resnais ha costruito lui stesso, manca solo Andre Dussolier, gli altri accorrono tutti volentieri al suo capezzale, anche se questa volta sono mal serviti da una sceneggiatura fiacca e ripetitiva, che gioca sulle avanguardie degli anni ’60 con mezzo secolo di ritardo.

Un altro film che avrebbe meritato una dignitosa collocazione fuori concorso, prima di finire nel dimenticatoio.

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