Pessime notizie per Bellocchio e Inarritu

Il Corriere della sera di ieri riporta una lunga intervista a Marco Bellocchio, che dopo aver proposto il suo nuovo film ad almeno 10 produttori ha dovuto rinunciare all’idea di metterlo in cantiere a breve, perchè nessuno vuole finanziarlo.

Sarebbe stato un film sull’Italia di oggi, con una ragazza protagonista, senza riferimenti espliciti, ma certo con il racconto di molte situazioni imbarazzanti.

Non interessa a nessuno. Forse spaventa il costo (6-7 milioni secondo Bellocchio), forse invece una volta abituato il pubblico alle belle commedie di Zalone & C. chi avrebbe poi il coraggio di vedere qualcosa di un po’ meno divertente?

Proprio mentre Vincere compare nelle classifiche dei migliori dell’anno negli Stati Uniti ed a Los Angeles si organizza una retrospettiva di tutti i suoi film dai pugni in tasca, l’Italia se ne frega e lo ignora.

Lo dicevo in un post della settimana scorsa: siamo alla frutta. Nonostante gli incassi altissimi e qualche sempre più rara eccezione, l’intero sistema produttivo italiano si fonda sui comici della tv: siamo diventati un po’ come l’India, magari l’industria è florida e i produttori ricchi, ma di quello che facciamo non frega nulla a nessuno.

Non esportiamo cultura, non aiutiamo il nostro paese, ci limitiamo a sopravvivere, chiudendo gli occhi e facendoci quattro risate.

Contemporaneamente Cineblog annuncia la notizia che Biutiful, il nuovo film di Alejandro Gonzales Inarritu, in procinto di uscire in sala il 4 febbraio prossimo, forse sarà dirottato all’home video. Solo dvd per la prova maiuscola di Javier Bardem.

Troppo triste e deprimente il racconto di un uomo malato terminale che sopravvive sfruttando altri miserabili, africani o cinesi, nella Barcellona livida di oggi.

E’ solo l’ultimo episodio di una stagione che ha accuratamente nascosto ogni film con un’idea: Post mortem, Noi credevamo, Uomini di Dio, Zio Boonmee, Porco rosso di Miyazaki sono stati scientificamente occultati dalla distribuzione.

Adesso almeno cade la maschera dell’ipocrisia: uscire in 30 sale vuol dire non esistere. E’ inutile persino stampare delle copie, lasciamo perdere e facciamo un bel dvd.

Per carità non vorremmo disturbare le grasse risate dei nostri comici…

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.