Vallanzasca – Gli angeli del male. Il nuovo trailer

Il nuovo film di Michele Placido uscirà in sala il 21 gennaio prossimo. Come al solito si annunciano polemiche. Nonostante siano passati oltre trent’anni, qualcuno continua a chiedere al cinema l’impossibile: riparare torti, fare giustizia, onorare le vittime, separare il bene dal male con impeccabile manicheismo.

Noi abbiamo visto Valanzasca in anteprima a Venezia e non ci è sembrato male. Placido non è certo Francesco Rosi e neppure Michael Mann, ma Kim Rossi Stuart è come sempre bravissimo e Filippo Timi, in un personaggio costantemente sopra le righe, è il controcanto ideale al bel Renè.

L’unico limite è nell’assenza di un’idea forte, di un punto di vista privilegiato: perchè raccontare oggi la storia di Renato Vallanzasca e della Banda della Comasina? Placido non si fida fino in fondo del gangster movie e, nonostante il logo della Fox sui titoli di testa, cerca affannosamente di aggiungere una morale, al racconto esemplare di una vita difficile, senza riuscire a costruire dall’interno una dinamica di opposizione e conflitto.

Le solite polemiche preventive, non l’hanno aiutato: mai nessuno che si chieda in America perchè si fanno film su John Dillinger o su Al Capone. E’ evidente a tutti: sono figure straordinarie, fuori scala, affascinanti nella loro crudeltà e nel loro modo spavaldo di affrontare la vita e la morte.

Il pubblico si identifica e ne è atterrito al contempo. A nessuno interessano i buoni, se non quando si trovano a dover affrontare il male: mi sembra inutile soffermarsi sui meccanismi di catarsi e sostituzione, che tali opere inducono nel pubblico.

Lasciamo che il percorso criminale diventi metafora più grande, lasciamo che le storie di bande e di violenze squarcino il velo di omertà che circonda gran parte della nostra Storia.

Lasciamo che registi, attori, scrittori, narratori facciano il loro mestiere fino in fondo. Poi decideremo se le loro opere hanno un valore o sono solo l’inutile riproduzione di fatti di cronaca nera.

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