Umberto Eco: Mille e tre – Museo del Louvre

Questo blog si occupa di cinema e di critica cinematografica. Eppure ogni volta che assegniamo le stellette ad un film o compiliamo una classifica, che sia quella dell’anno o quelle che abbiamo predisposto per il sondaggio “I migliori del decennio”, compiamo un atto, almeno in parte, soggettivo, certe volte fazioso o discutibile, ma assolutamente necessario.

Non per adesione ad uno stanco rituale anglofilo, ma perchè ogni lista rappresenta una scelta di campo, un’idea del mondo e del cinema.

Cerchiamo sempre di argomentare, perchè possano essere trasparenti i motivi delle nostre scelte.

Umberto Eco – intervistato da Der Spiegel, in occasione di una sua esposizione al Louvre, intitolata proprio “Mille e tre – The infinity of the list” – ci spiega che le classifiche e le liste sono parte della storia dell’arte e della letteratura:

Qual’è il compito della cultura? Rendere comprensibile l’infinito ed assieme, spesso, mettere ordine. E come si rapporta l’uomo, con l’infinito? Come cerca di afferrare l’incomprensibile? Attraverso le liste, i cataloghi, le collezioni dei musei ed attraverso le enciclopedie e i dizionari.

La lista non distrugge la cultura, ma la crea. Ovunque si guardi nella storia della cultura, si troveranno classifiche: liste di santi, armi e piante medicinali, tesori e titoli di libri. All’inizio abbiamo pensato che le liste fossero tipiche di culture primitive… ma nella storia della cultura le liste hanno continuato a ripresentarsi – e non come espressione di culture poco sviluppate – nel Medioevo, nel Rinascimento, nell’Età Barocca. E certamente le liste sono presentissime nell’età postmoderna. Hanno una magia irresistibile.

Come esseri umani abbiamo un limite molto scoraggiante ed umiliante: la morte. Ed è per questo che amiamo le cose, che riteniamo non abbiano limite o fine. E’ un modo per sfuggire ai pensieri sulla morte. Amiamo le liste perchè non vogliamo morire.

Sì, ma qual’è la lista di Eco?

Ero affascinato da Stendhal a 13 anni e da Thomas Mann a 15. A 16 amavo Chopin. Poi ho passato la vita a conoscere tutto il resto. Ora Chopin è tornato in vetta ai miei interessi, ancora una volta. Se si interagisce con il mondo, ogni cosa è in continuo cambiamento. Solo per un idiota, tutto è immutabile.

Liberamente tradotto dall’inglese.

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