Avatar – Le prime recensioni

Si susseguono, in questi giorni, le proiezioni stampa e le anteprime di Avatar, a beneficio di giornalisti e addetti ai lavori.

La proiezione all’Hollywood Foreign Press Association, è stata un clamoroso successo, tale da spingere molti presenti a prevedere la quasi certa inclusione del film tra le nominations ai Golden Globes, che saranno annunciate martedì 15 dicembre.

Nella stanza dei premi, in cui si erano già accomodati i favoritissimi Tra le nuvole, Invictus e Precious, sembra essere entrato di prepotenza anche Avatar

Todd McCarthy su Variety afferma che:

The King of the World sets his sights on creating another world entirely in “Avatar,” and it’s very much a place worth visiting. The most expensive and technically ambitious film ever made, James Cameron’s long-gestating epic pitting Earthly despoilers against a forest-dwelling alien race delivers unique spectacle, breathtaking sights, narrative excitement and an overarching anti-imperialist, back-to-nature theme that will play very well around the world, and yet is rather ironic coming from such a technology-driven picture. Twelve years after “Titanic,” which still stands as the all-time B.O. champ, Cameron delivers again with a film of universal appeal that just about everyone who ever goes to the movies will need to see.

Così come era già successo con Terminator 2 e poi con Titanic, Cameron ha alzato il livello dell’integrazione degli effetti speciali computerizzati, portando l’asticella ad altezza impensabili. Anche se il tanto annunciato 3D non è l’aspetto preponderante di un film che forse potrebbe anche farne a meno…

On this fundamental level, the picture is a triumph; it’s all of a piece, in no way looking like a vague mish-mash of live-action, CGI backdrops, animation, performance capture and post-production effects. On top of that, the 3D is agreeably unemphatic, drawing the viewer into the action without calling attention to itself. The third dimension functions as an enhancement, not a raison d’etre, so the film will look perfectly fine without it.

Kirk Honeycutt, su Hollywood Reporter è persino più entusiasta:

A dozen years later, James Cameron has proven his point: He is king of the world.

A fully believable, flesh-and-blood (albeit not human flesh and blood) romance is the beating heart of “Avatar.” Cameron has never made a movie just to show off visual pyrotechnics: Every bit of technology in “Avatar” serves the greater purpose of a deeply felt love story.

The story takes place in 2154, three decades after a multinational corporation has established a mining colony on Pandora, a planet light years from Earth…

The only question is: How will Cameron ever top this?

Attendiamo ora le reazioni del NY Times, del LA Times, di Roger Ebert e del New Yorker, prima di poterlo dichiarare un capolavoro, ma certo, nonostante l’attesa spasmodica e la delusione delle prime immagini viste nel trailer, sembra che Cameron abbia ancora una volta ribaltato i pronostici, proprio com’era avvenuto 12 anni fa con il Titanic: una catastrofe annunciata, trasformatasi nel più grande successo della storia del cinema.

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