Inglourious Basterds – Anteprima

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Ecco le prime impressioni in anteprima, qui la recensione completa…

Bastardi senza gloria ***1/2

Once upon a time, in nazi-occupied France…

Così comincia il primo dei cinque capitoli di Inglourious Basterds, il nuovo film di Quentin Tarantino, presentato a Cannes e campione d’incassi nell’estate americana.

Sgombriamo subito il campo: Basterds è un capolavoro di purissimo cinema, pieno di straordinari duelli verbali in quattro lingue, interpretato superbamente da Christoph Waltz, che ruba la scena a tutto il sontuoso cast e che giustamente la giuria di Cannes ha voluto onorare con il premio di miglior attore.

Il film racconta in parallelo di un doppio tentativo di uccidere Hitler, Goebbels ed i più importanti gerarchi nazisti, da parte della squadra speciale americana dei Basterds, capitanati da Brad Pitt (Lt. Aldo Raine) e da parte di una giovane ragazza ebrea, Shosanna, proprietaria di un cinema a Parigi, presso cui si proietterà l’anteprima di un film di propaganda nazista a cui sono stati invitati tutti i massimi rappresentanti del regime.

Bastardi - Landa

Nel frattempo il colonnello Hans Landa, interpretato da Christoph Waltz, dà sfoggio della sua straordinaria abilità, scovando gli ebrei nascosti in Francia e scoprendo le spie e i doppiogiochisti.

E’ proprio lui il responsabile dello sterminio della famiglia di Shosanna, nascosta nella campagna francese: il film si apre con un interrogatorio condotto in francese ed in inglese, dal colonnello Landa, soprannominato il cacciatore di ebrei.

La straordinaria bellezza dei dialoghi si unisce all’interpretazione sublime di Waltz, chiarendo sin dall’inizio che non siamo di fronte all’ennesimo film d’azione sulla Seconda Guerra Mondiale, ma siamo in pieno territorio Tarantino, dove l’astuzia, l’intelligenza, la sottile persuasione retorica sono il centro di un racconto fantastico, che reinventa la storia e la piega ad un romanzo di vendetta, tradimenti e onore.

Sono i temi di tutto il cinema del regista di Knoxville, ultimo vero “auteur” visionario.

Se, come sosteneva Tarkovskij, i registi si dividono in due grandi categorie – coloro che porgono uno specchio alla natura e coloro che creano un proprio universo personale – non c’è dubbio che Tarantino sia uno dei più straordinari inventori di mondi immaginari e iperrealistici, che affondano le proprie radici nel cinema stesso, nei suoi generi, nei suoi attori anche dimenticati, nei suoi modi di produzione.

L’unico tocco di verità in Inglourious basterds è la lingua parlata dai protagonisti: ognuno, giustamente, usa la propria, i sottotitoli si incaricano di rendere comprensibili le parti in tedesco e francese.

Ma anche qui Tarantino non cerca il realismo, quanto la moralità della visione ed il rispetto del suo pubblico.

Bastardi - Shosanna

Il film segue in parallelo il colonnello Landa, Shosanna e le imprese dei Basterds, che si avvalgono di tecniche persuasive diverse, fondate sull’uso delle mazze da baseball, più che sull’arguzia retorica.

Ci sarà spazio per un nuovo incontro di Shosanna con Landa, per una strage in una taverna piena di nazisti veri e spie travestite e per l’Operazione Kino, che avrà il suo fulcro nel piccolo cinema parigino.

Dire di più sarebbe sbagliato, per un film che va assaporato lentamente e goduto in tutte le sue sfumature, come un Dom Perignon del ’55.

E pure sbagliato sarebbe fare il solito gioco delle citazioni e dei rimandi cinematografici, semplicemente perchè per Tarantino questo non è il tentativo di omaggiare antichi maestri ed onesti artigiani, ma semplicemente l’unico modo di fare il “suo” cinema.

Un cinema che si nutre di altre immagini, in cui i prestiti sono infiniti, ma finiscono per perdere la propria natura, integrandosi perfettamente nel tessuto narrativo: la capacità straordinaria di Tarantino è quella di vivificare un immaginario cinematografico spesso usurato, logoro, dimenticato o semplicemente marginale.

La colonna sonora alterna classici degli anni ’30 alle musiche di Ennio Morricone e Dimitri Tiomkin, trovando spazio persino per David Bowie.

Lunga vita a Quantin Tarantino:  per lui valgono le ultime parole del film, pronunciate da Brad Pitt, dopo un’incisione sanguinaria, sulla fronte del nemico.

I think this just might be my masterpiece.

Bastardi - Raine

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