Maigret

Maigret **

Il titolo è privo di atre indicazioni se non quelle relative al protagonista assoluto di questa storia.

In realtà questa nuova incarnazione cinematografica del personaggio creato da George Simenon nel 1931, è l’adattamento del quarantacinquesimo romanzo della serie, intitolato Maigret e la giovane morta, pubblicato nel 1954.

Patrice Leconte e Jérôme Tonnerre lo hanno trasformato liberamente per farne il ritratto di un uomo stanco, assediato dalle sue ossessioni, che ha rinunciato persino ai pochi piaceri della sua vita, la pipa e il cibo.

Il corpulento Maigret è ormai commissario del Quai des Orfèvres, ma non ha rinunciato a muoversi tra portinai e confidenti, commercianti e domestici, a utilizzare la parola e l’umanità per scavare dentro i misteri.

Leconte non sembra interessato alla detection poliziesca, sfronda il romanzo di quasi tutti i riferimenti criminali e d’indagine, lasciando che sia Depardieu ad occupare ogni spazio possibile nel suo film.

Una giovane sconosciuta noleggia un abito da sera e si presenta alla festa di fidanzamento dell’amica Jeanine.

La sera sarà ritrovata  senza vita, accoltellata in un parco.

Maigret, che ha qualche acciacco e una persistente astenia, cerca innanzitutto di capire la sua storia. Da dove arriva, perchè indossa quell’abito, cosa ha fatto prima di essere ritrovata in una pozza di sangue.

Indizio dopo indizio, si ritrova in un piccolo appartamento in affitto, condiviso da Louise, questo il nome della ragazza, con una giovane con velleità d’attrice, che ha dato una svolta alla sua vita quando ha conosciuto Laurent, il ricco rampollo di una famiglia di industriali.

Parallelamente nel corso delle indagini si imbatte in un’altra giovane che è arrivata a Parigi dalla provincia per cercare il suo destino, Betty.  Il commissario cerca di proteggerla e allo stesso tempo non esita ad usarla. Le due giovani sembrano sovrapporsi nella mente di Maigret, che vuole ricostruire la personalità della vittima, avvicinandosi così alla verità. La corazza che proteggeva le sue certezze sembra però sfaldarsi : il riscatto di Louise passa forse anche attraverso questa improvvisa vertigine.   

E’ piuttosto evidente il tentativo di Leconte di tenere assieme tre personalità fortissime: la sua innanzitutto, di narratore malinconico e pietoso, simile in fondo allo stesso commissario che sembra ormai rotto alla vita; quindi quella di Depardieu che interpreta il protagonista con tutta la sua imponente corpulenza e tutto il suo spirito sottile, nascosto sotto quel capotto enorme e quel cappello tenuto anche al chiuso; infine quella di Simenon stesso che al suo personaggio ha dato evidentemente qualcosa di sé, delle sue idiosincrasie, dei sui vizi, della sue esuberanza.

Il film è immerso in una luce fredda, anonima, quasi sempre naturale, priva di contrasti, che confonde le stanze della questura e i piccoli appartamenti popolari, le grandi sale da ricevimento e i negozi ancora spogli degli anni ’50.

Leconte tuttavia riesce così a recuperare il ritratto di una Francia lontana, fatta di caffé e ricevimenti sfarzosi, di strade deserte e fisarmoniche lontane, di negozi nascosti in mezzo alle macerie, di una città non ancora tornata alle sue luci.

Chi cercherà in Maigret il racconto di genere ne rimarrà deluso. Forse invece gli appassionati del lavoro di Simenon ci troveranno l’essenza di quel personaggio.

Nel film di Leconte prevale la ricostruzione d’ambiente, la psicologia dei personaggi, la confusione del caso e l’opportunismo di chi vuole prendere in mano il proprio destino. Mai Parigi è stata più spoglia sul grande schermo.

Non mancano scene formidabili, come quella del tappezziere di Vilnius, che non si rassegna alla morte della figlia e che rivede in ogni ragazza. Ma il film rimane quasi interamente sulle spalle di Depardieu, nella sua fisicità sempre trattenuta, nel suo sguardo spesso rassegnato, nei suoi dialoghi gentili e letterari con interlocutori di ogni classe e rango.

In sala per Adler dal 15 settembre.

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.