Arnaud Desplechin: Inganno di Roth e poi Frère et Sœur con la Cotillard

In Italia il suo ultimo e bellissimo Roubaix, une lumière è uscito in estate, dopo il debutto a Cannes 2019.

Ma Arnaud Desplechin non è rimasto fermo in questi mesi di pandemia e ha girato il suo undicesimo lungometraggio, adattando per lo schermo un romanzo di Philip Roth del 1990, intitolato in italiano Inganno, in originale Deception, con Léa Seydoux e Denis Podalydès.

Per Desplechin è un sogno a lungo cullato, visto che le prime notizie sul film risalivano addirittura al 2007.

Nel cast ci saranno anche Emmanuelle Devos, musa dei primi film di Desplechin e Gennadi Famin.

Desplechin ha dichiarato a Libération: “During lockdown, whilst writing a script which would require wide distribution, extras, a complex schedule and lots of locations, a really old project which I’d left up in the air because I’d never worked out how I could do it, or convey its style, suddenly came back to me. Its modesty resonated with the circumstances imposed. Its characters were confined in their solitude, just like I was (…) Assisted by my co-screenwriter Julie Peyr I went through that old script from A to Z. As we wrote, it was as if a carpet were rolling out before us: our two heroes were trapped in the writer’s study, in the same way that we were confined by lockdown, and we found solutions for every problem we faced (…) Deception takes place in a time which now seems idyllic, before the Twin Towers collapsed and before the fall of the Berlin Wall, and it features refugees, notably women from the East.”

Al centro di “Inganno” ci sono due adulteri nel loro nascondiglio. Lui è uno scrittore americano di mezza età che vive a Londra, di nome Philip, lei è una donna inglese spigliata, intelligente e colta, compromessa da un matrimonio umiliante a cui, a poco più di trent’anni, è già quasi, a malincuore, rassegnata. L’azione del libro consiste nelle loro conversazioni, per lo più schermaglie amorose prima e dopo aver fatto l’amore. Questo dialogo acuto, ricco, scherzoso, inquisitorio, “che si muove” come scrive Hermione Lee “su una scala di dolore che va da un furioso sconcerto a una stoica gaiezza” è quasi l’unico ingrediente di questo libro, e l’unico di cui si senta il bisogno.

Sembra quasi la versione intelligente di Malcolm & Marie di Levinson…

In ogni caso Desplechin, terminato il lavoro su Inganno si è rimesso all’opera su un nuovo progetto, intitolato Frère et Sœur (Fratello e sorella), prodotto da Why Not con la collaborazione di Arte, interpretato da Marion Cotillard e Melvil Poupaud (Lawrence Anyways).

Due fratelli alla vigilia dei loro cinquant’anni. Alice è un’attrice, Louis è stato professore e poeta. Non si parlano più e si evitano da più di vent’anni, ma sono costretti ad incrociarsi a causa della morte dei loro genitori.

Desplechin ha dichiarato in proposito: “La vita è terribile e i film ci immergono in questa paura, ma la riparano. Con questo film, sono andato alla ricerca di questa riparazione”.

Per la Cotillard è il secondo film con Desplechin dopo I fantasmi d’Ismael.

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