Proiettile vagante

Proiettile vagante **1/2

Piccolo ma interessante film di genere, diretto dall’esordiente Guillaume Pierret, su un copione scritto assieme al protagonista, Alban Lenoir, e a Kamel Guemra, Proiettile vagante è stato girato a Sète, in Occitania, proprio lì dove Abdel Kechiche ha ambientato quasi tutti i suoi capolavori.

Nella città portuale, la seconda più importante dopo Marsiglia, opera la squadra speciale anti go fast, guidata da Charas: spesso infatti i trafficanti di droga usano auto truccate, velocissime e corazzate, per sfuggire ai controlli di polizia.

La squadra di Charas ha il compito di assoldare piloti e preparatori, che possano competere con quelli assoldati dalla criminalità organizzata.

Lino, un meccanico finito in prigione, per un colpo andato male, diventa l’uomo di fiducia di Charas e dei suoi ragazzi.

Solo che anche nelle forze di polizia ha infiltrato i propri uomini e gli sforzi di Charas vengono vanificati, quando le sue indagini si avvicinano troppo alla verità.

Areski e Marco, due poliziotti corrotti incastrano Lino e lo costringono alla fuga. Riuscirà il nostro eroe a provare la sua innocenza e a salvare la pelle?

Sfruttando perfettamente i codici di genere e la linearità semantica del b-movie adrenalinico, che ha fatto la fortuna di Fast & Furious, ma evitando ogni deriva coatta e iperrealista, Proiettile vagante si rivela una piacevole sorpresa nel catalogo semestrale, per lo più asfittico di Netflix, trovando il giusto passo e muovendosi con una certa competenza tra camera car fiammeggianti, scene di pura azione come quella all’interno del commissariato, e un intreccio drammatico assolutamente credibile e ben costruito.

Pierret sfrutta perfettamente la complessità multietnica del suo cast, giocando con il type-casting e invertendo i ruoli dell’eroe e del villain, in modo molto intelligente, per rendere credibile lo sviluppo della trama.

La coralità delle interpretazioni restituisce al film un ritmo interno piuttosto interessante, anche se restiamo lontani dall’azione per l’azione di altri film di genere, come Tyler Rake.

La corsa contro il tempo, per restituire verità ed onore, a bordo di una Renault 21 rossa, trova infine un doppio epilogo particolarmente indovinato.

Sia pure in una cornice risaputa e già sfruttata in passato, fin dagli anni ’70, anche nel nostro cinema più popolare, Proiettile vagante si muove sicuro e con una certa competenza, lontano da effetti e computer grafica, più vicina al piacere artigianale di chi si diverte a sporcarsi le mani con grasso e olio.

In questo senso altrettanto indovinata la scelta del volto malinconico di Alban Lenoir nel ruolo dell’antieroe.

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