Normal People: la bellezza della normalità

Normal People ****

Tratta dal romanzo di Sally Rooney, pubblicato in Italia da Einaudi, Normal People è una miniserie che racconta la relazione tra Connell Waldron (Paul Mescal) e Marianne Sheridan (Daisy Edgar-Jones). La storia prende le mosse ai tempi del liceo, quando Connell è uno dei protagonisti della squadra di calcio gaelico del piccolo paesino di Sligo ed è amato da tutti, mentre Marianne appare introversa, sprezzante con i professori ed emarginata dai compagni di scuola. Connell proviene da una famiglia umile, ma capace di affetto, mentre quella di Marianne è facoltosa, ma anaffettiva. Nella serie questa dimensione è forse meno accentuata, ma nel romanzo la ragazza viene sottoposta a ripetute violenze verbali e psicologiche dal fratello Alan che non riesce ad accettare di essere meno brillante di lei. Nonostante quanto li separa, tra i due scatta una scintilla. Connell non vuole far sapere agli amici della sua passione per Marianne che “non è brutta”, ma viene emarginata dalle altre ragazze perché sciatta e dai ragazzi perché troppo altera e sarcastica. Questa relazione segreta si interrompe bruscamente quando Connell non invita Marianne al ballo del liceo, sostenendo implicitamente e per l’ennesima volta l’opinione dei propri amici. I due ragazzi si incontreranno di nuovo solo dopo qualche tempo, a Dublino, dove si sono traferiti per studiare: ora è Marianne al centro della scena, è attorno a lei che tutto ruota, grazie alla sua capacità di essere affascinante e di esercitare un potere catalizzatore sugli altri, Connell invece appare ai margini della vita sociale universitaria, in difficoltà in un contesto così diverso dalla provincia in cui è cresciuto. I due si riavvicinano prima come amici, accomunati da una sottile solitudine esistenziale che li porta a sentirsi diversi dagli altri. Poi però la passione torna ad accendere il loro rapporto …

Al cuore del racconto c’è la noia. Se volete vedere questa serie preparatevi a confrontarvi con la noia, con la routine, con la semplicità del quotidiano. Una semplicità esibita, forse in modo anche troppo manifesto, ma che di fatto assurge a vero elemento centrale della narrazione. Dal confronto con la normalità si scatenano i momenti più complicati del rapporto di coppia. E’ solo quando questa normalità viene accettata da entrambi che la tensione si scioglie e le strade tortuose della giovinezza confluiscono nell’ampio viale della maturità.

Nei tempi lunghi delle inquadrature silenziose, nei dettagli dei corpi che si incontrano e si penetrano, tra i neon pacchiani delle feste natalizie o i pomeriggi trascorsi a guardare le partite in Tv emerge e si manifesta in modo prepotente non solo un modo di approcciarsi alla vita. Non viene rappresentata solo la normalità come aspirazione del singolo o della coppia, più o meno condivisibile. Emerge lo straordinario che si cela nell’ordinario. L’Arte ci mostra quello che non vediamo, forse perché troppo immersi, troppo partecipi per avere la giusta distanza. L’immagine rinnova e ricrea il quotidiano. L’emersione della bellezza, la scoperta del reale richiede però una battaglia in cui ci feriamo, proprio come i protagonisti: lo sguardo si acquisisce solo a patto di sacrifici e scontri con le proprie famiglie (Marianne) o i propri amici (Connell), attraversando crisi che portano a scelte sofferte, a smascherare i propri demoni, a scendere nelle profondità del proprio essere

La normalità è una conquista, non è un regalo. Raggiungerla, per chi lo desidera, è qualcosa di difficile ed il dramma è che proprio coloro che più la cercano spesso non la raggiungono, mentre coloro a cui la vita la serve come piatto unico, la rifuggono e se ne sentono imprigionati, senza via d’uscita. Ci sono poi le complicazioni di natura sociale per cui desiderare un’esistenza normale appare ai più come una scelta rinunciataria e poco attraente o i meccanismi della mente che portano a sabotare la propria stessa felicità, proiettandola in un futuro lontano che non ci appartiene e che mai ci apparterrà.

Normal people racconta questa ricerca, delinea una lotta con se stessi e con la società che i protagonisti compiono per raggiungere la normalità: Marianne e Connell trovano l’uno nell’altra l’aiuto per completare questa ricerca in modo positivo. Nel finale entrambi dichiarano di essersi fatti tanto bene e di poter attingere a questo bene per il futuro, indipendentemente dalla strada che ciascuno dei due prenderà.

La scelta del team di sceneggiatori, coordinati proprio dalla Rooney, è stata quella di tradurre il libro in dodici episodi che seguono un ordine cronologico lineare. Nel volume i salti sono frequenti e l’intreccio di linee temporali diverse vuole esaltare il filo rosso che lega i due protagonisti. La scelta di condensare questi movimenti verticali nel microcosmo narrativo dell’episodio ci è parsa felice: i salti temporali avvengono solo all’interno dello stesso capitolo, con una compattezza che sfrutta nel migliore dei modi il medium a disposizione. E’ come se l’opzione più lineare fosse necessaria per non distrarre lo spettatore, per lasciarlo concentrato sull’immagine, sul singolo fotogramma.

In un periodo in cui le serie Tv cercano di moltiplicare i temi e di sollecitare lo spettatore intersecando generi diversi, Normal People va dritta al punto senza preoccuparsi di sottotrame, sviluppi collaterali, indizi per sequel o altro. Alle fughe in mondi distopici si preferiscono le solide pareti in legno di un pub o quelle pacchiane di un bar di periferia, alla case da sogno le tradizionali villette anglosassoni, agli effetti speciali il corpo nudo dei due ragazzi. Certo le scene di nudo sono frequenti, ma mai fine a se stesse. Il rapporto sessuale è utilizzato come strumento principale di contatto tra Connell e Marianne ed è quindi esplorato in tutte le sue sfumature. Invece di complicate strutture narrative che intrecciano diversi piani temporali, la storia propone un racconto a spirale che si avvolge su se stesso e che lascia la sensazione di non aver visto accadere niente, ma di avere la pancia e gli occhi pieni di bellezza e di emozione.

Le interpretazioni di Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones sono convincenti non solo nel restituire le contraddizioni e le sfaccettature del singolo personaggio, ma anche e soprattutto nel comunicare l’alchimia di coppia in cui le contraddizioni vengono superate ed armonizzate. La regia esalta la loro fisicità non in modo estetizzante o fine a se stesso, ma con l’obiettivo di trasmettere alo spettatore una vera e propria estasi del contatto, sia nei primi episodi curati da Lenny Abrahamson (Room) che nei secondi curati da Hettie Macdonald (Howards End). Per far questo il corpo nudo viene gettato in spazi spesso altrettanto spogli, essenziali e minimali che la fotografia utilizza con sapienti sfumature di luce per completare il racconto.

Vi consigliamo di vedere questa serie per scoprire una volta di più la bellezza riposta del quotidiano.

Non serve poi molto per apprezzarla: basta saper guardare.

Titolo originale: Normal People
Durata media degli episodi: 28 minuti
Numero degli episodi: 12
Distribuzione originale: BBC – Hulu
Distribuzione streaming: StarzPlay (Apple TV) dal 16 Luglio
Genere: drama, romance

Consigliato: a chi vuol sorseggiare un vino forte ed invecchiato che richiede tempo di decantazione ed abbinamenti gastronomici adeguati. Un vino d’annata, di quelli che vale la pena bere almeno una volta nella vita.

Sconsigliato: a chi cerca un vino da pasto, amabile e leggero, di quelli che si bevono d’estate.

Letture parallele: Persone Normali di Sally Rooney, pubblicato in Italia da Einaudi.

Un’immagine: la partita di calcio gaelico. Nel libro Connell gioca a calcio, mentre nelle serie la scelta è caduta su di un tratto più legato al territorio. Il calcio gaelico è uno sport diffuso soprattutto in Irlanda e giocato tra due squadre composte da 15 giocatori che possono calciare una palla sferica, come nel nostro calcio, con i piedi o con le mani con l’obiettivo di fare goal in una porta composta da due pali ed una traversa. Quando la palla entra tra i pali sotto la traversa la squadra ottiene tre punti mentre se passa sopra la traversa ne ottiene uno solo. La squadra è composta in genere da un portiere, sei difensori, due centrocampisti e sei attaccanti. Questo sport è diffuso anche in Nord America ed in Australia.

 

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.