Jason Blum: la distribuzione è di fronte ad un cambiamento epocale

Intervistato dal Ben Shapiro Show, durante i giorni di isolamento che pure in California hanno portato alla chiusura degli esercizi cinematografici, Jason Blum ha raccontato con la solita spietata lucidità quello che, a suo avviso, ci aspetta, una volta usciti dall’emergenza.

E così mentre la National Association of Theater Owners, minaccia ripercussioni contro Universal che lancerà la sua animazione Trolls World Tour, in contemporanea nelle sale e online, rompendo la tradizionale finestra di 90 giorni, qualcun altro sta già ripensando la propria attività con occhi nuovi.

A suo avviso cambieranno radicalmente le abitudini degli spettatori e gli studios tradizionali dovranno trovare un modo diverso per contrastare Netflix e Amazon.

“I think it’s not realistic to think all the studios are going to wait four months before they put a movie at home. They just can’t compete, they’re going to have to compete with Amazon and Netflix and Apple in a different way. There’s going to be shifts. The consumer is going to be more used to staying at home. Something is going to give, there has to be something that’s going to happen post-corona. The movie business will look different after the coronavirus.”

Questo non vuol dire rinunciare del tutto alla sala cinematografica, che avrà ancora lunga vita, ma solo alcuni film potranno permettersi lunghe teniture e la finestra di 90 giorni che oggi vale per tutti, altri faranno una breve comparsata, per poi approdare subito sulle piattaforme.

“I don’t think theaters are ever going to go away. The collective experience of going to a theater and taking in a movie, I think that’s going to be around for a long time. I think there’ll be less movies in theaters, there’ll be less of a selection, or I should say, there’ll be many many fewer movies in theaters with the window, and I think there’ll be many many more movies in theaters, but they only last for a week or two.”

Peraltro con le probabili restrizioni alla capienza delle sale, i film che ci arriveranno ci dovranno restare di più e l’impatto del primo weekend potrebbe essere meno decisivo di quanto non sia oggi. Difficile immaginare lunghe file e sale piene nei primi giorni, quanto piuttosto uno sfruttamento più graduale che copra il primo mese.

Tuttavia anche l’industria del cinema dovrà ripensare se stessa. Non c’è dubbio che il box office, che è ancora la fonte primaria nelle entrate di un film, ne risentirà e così anche in tema di costi di produzione, distribuzione e pubblicità, bisognerà procedere a tagli spesso dolorosi. Si prospetta un mercato più piccolo e più povero. In cui verosimilmente anche i costi dei biglietti subiranno un aumento considerevole.

Speriamo sinceramente di sbagliarci, ma alcuni processi in atto subiranno una grande accelerazione…

 

 

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