Netflix mantiene aperto l’ultimo cinema di New York

La notizia è romantica e rilevante, allo stesso tempo. L’ha riportata Deadline, per primo.

Netflix ha deciso di affittare a lungo termine il cinema Paris di New York, l’ultima monosala della città, che aveva chiuso i battenti nel corso del 2019 e che era stata riaperta apposta un mese fa, per ospitare le proiezioni di Storia di un matrimonio di Noah Baumbach.

Il Paris Theatre era astato aperto nel 1948, con Marlene Dietrich a tagliare il nastro inaugurale.

Come sapete Netflix non ha accordi con le grandi catene di cinema – negli States, come in Italia – e i suoi film sono proiettati in sale indipendenti, circoli, teatri, che resistono all’avvento dei multiplex.

L’idea di noleggiare a lungo termine una sala che era già chiusa, per mostrare i propri film, è una mossa rivoluzionaria, che scardina il discorso un po’ stantio sulle finestre d’uscita, sulle esclusive, sul ruolo dello streaming nel panorama distributivo.

Ted Sarandos ha dichiarato: “After 71 years, the Paris Theatre has an enduring legacy, and remains the destination for a one-of-a kind movie-going experience. We are incredibly proud to preserve this historic New York institution so it can continue to be a cinematic home for film lovers.”

Netflix sta cercando di acquistare anche il celeberrimo Egyptian Theatre di Hollywood dall’American Cinematheque, ma le trattative, in corso da aprile, non sono ancora terminate.

Se Netflix infatti continua ad attrarre talenti con la forza dei suoi budget e senza l’assillo del box office del primo weekend, non c’è dubbio che i grandi registi vogliono vedere i loro film ai festival e nelle sale, magari anche in homevideo. La dimensione immateriale dello streaming è la più frustrante.

Il fascino romantico di una sala storica è proprio quello che manca al gigante dello streaming.

E’ evidente che per un player come Netflix, che ha l’ambizione di scardinare il sistema tradizionale, associando produzione e distribuzione autonoma dei contenuti, l’idea di avere delle sale di prestigio, dove mostrare solo la crème de la crème della propria offerta, è una scelta magari non decisiva, ma indovinatissima.

Peraltro il Ministero della Giustizia lo scorso 22 novembre ha chiesto alla Corte Suprema di abrogare i c.d. Decreti Paramount, quelli che ruppero lo Studio System, impedendo a chi produceva e distribuiva film di possedere anche le sale di proiezione, a seguito di una decisione della stessa Corte del maggio 1948:  si potrebbe riaprire così la partita nel settore, non solo per Netflix.

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