Una famiglia al tappeto – Fighting with my family

Una famiglia al tappeto – Fighting with my family **1/2

Primo film per l’attore e sceneggiatore inglese Stephen Merchant che, dopo una lunga carriera televisiva e cinematografica, condivisa soprattutto con Ricky Gervais, porta sul grande schermo la storia di Paige, la più giovane campionessa di wrestling della WWE, incoronata con il Divas Championship.

Il film ha debuttato al Sundance a febbraio. Scritto e diretto da Merchant, che si è riservato anche un piccolo ruolo davanti alla macchina da presa, è stato ispirato dal documentario The Wrestlers: Fighting with My Family, che racconta l’ascesa di Paige, ovvero Saraya Jade Bevis, una ragazzina inglese della proletaria Norwich, nella cui famiglia tutti – la madre, il padre, il fratello più grande – sono lottatori.

Il wrestling ha salvato letteralmente la vita al padre, un piccolo criminale che rapinava banche per sopravvivere e gli ha permesso di conoscere la madre.

Cresciuta fin da bambina secondo le regole del ring, Saraya ha condiviso con il fratello Zak il sogno di approdare alla WWE, la federazione americana, il punto di arrivo per ogni wrestler.

Il padre Patrick e la madre Julia gestiscono una palestra in cui Zak allena dei ragazzini e assieme hanno una piccola federazione locale, della quale loro stessi sono l’attrazione principale, nelle serate su improvvisati ring di provincia.

Quando i due ragazzi vengono invitati a Londra ad una selezione di giovani talenti della WWE, il sogno di una vita sembra farsi più vicino, ma la realtà sarà ben più crudele e faticosa di quanto si sarebbero attesi.

Racconto di formazione, romanzo sportivo, ballata proletaria, Una famiglia al tappeto è una commedia inglese indovinata e toccante, perfettamente in equilibrio tra sorriso e commozione.

Il meccanismo drammatico non è certo nuovo e saccheggia ogni storia di redenzione sportiva, almeno da Rocky in avanti, ma lo fa con lo spirito anarchico che Merchant ha coltiva nella sua lunga carriera. La presenza di uno straordinario Nick Frost, con taglio alla mohicana, richiama immediatamente l’ironia politicamente scorretta dei film di Edgar Wright, la presenza di Lena Headey ovvero la Cercei di Game of Thrones, nel ruolo della madre di Paige, aggiunge altra perfidia ad un racconto che altrimenti rischierebbe qualche deriva melodrammatica.

E invece, come nelle migliori commedie, tutto si tiene, il respiro della vita concede vittorie e sconfitte, sacrifici e seconde opportunità, mentre la giovane Paige trova se stessa cadendo e rialzandosi più volte, fino a comprendere che il talento non basta, se la volontà latita.

Il percorso di Paige passa anche attraverso il superamento dei propri pregiudizi e l’uscita dall’isolamento che il percorso di selezione e training produce, solo fino ad un certo punto, e che lei stessa rende più insopportabile, costretta a vivere in Florida, per la prima volta lontano dalla famiglia.

Vince Vaughn prosegue nel suo riuscito tentativo di smarcarsi dai ruoli comici, su cui ha costruito la sua carriera, e qui si ritaglia la parte ingrata dell’istruttore, quello che porta le cattive notizie e che costringe tutti a tornare con i piedi per terra, guardando in faccia i propri limiti e il proprio destino.

Dwayne Johnson, già stella di prima grandezza della WWE, mentore di Paige e di questo progetto cinematografico, appare in un doppio cameo.

Indovinatissima Florence Pugh nei panni della protagonista Paige, con piercing al labbro, capelli neri, chiodo e spirito dark, che anche sul ring del grande show della WWE sembra sempre recitare se stessa.

Una famiglia al tappeto, in uscita in Italia in piena estate, è una commedia non solo per appassionati di wrestling: la qualità della scrittura di Merchant, la scelta impeccabile del casting e l’originalità del milieu raccontato, ne fanno un coming of age appassionante e riuscito.

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