Dark Mirrors Preview 2019. Ovunque punti lo sguardo, c’è un tesoro: cosa non vediamo l’ora di condividere con voi nel nuovo anno

Una breve selezione delle recensioni che stiamo programmando per i primi mesi del 2019: come sempre andremo alla ricerca del meglio, sia passando per nuove e stimolanti serie autoriali, sia affidandoci alla guida dei personaggi che ci hanno accompagnato in passato:  di fronte alla nuova stagione di una serie che abbiamo visto (e amato) è letteralmente impossibile non tornare a vederla … e nel nuovo anno ne ri-vedremo davvero di belle!

In ordine di apparizione… e in collaborazione con Fabio Radaelli.

SEX EDUCATION. Stavolta Gillian Anderson non inseguirà alieni o licantropi. La Dana Scully di X-Files si appresta ad indossare i panni di Jean Thompson, una terapista sessuale. Avete capito bene. Insieme a lei, spicca nella serie la presenza di Asa Butterfield, dieci anni fa protagonista dello straziante ‘Il bambino con il pigiama a righe’ e, più di recente, ammirato ne ‘Lo spazio che ci unisce’ di Peter Chelsom. Qui, il bravo Asa è chiamato ad interpretare il figlio adolescente di Jean, un liceale disadattato e, soprattutto, ancora vergine…  Otis Thompson si allea con la bella Maeve, ragazza intraprendente. Insieme, fondano una clinica segreta, sfruttando a piene mani il materiale e gli insegnamenti che Otis ha assimilato dalla madre. Sapranno rispondere ai molteplici quesiti, rivolti loro dagli imbranati, e imbarazzati, compagni di classe? Sex Education, scritta dalla sceneggiatrice Laurie Nunn, è stata sviluppata dalla britannica Eleven Films per Netflix. Buona l’idea di affidare la regia ad un uomo e a una donna, rispettivamente Ben Taylor (Catastrophe) e Kate Herron (Five by Five, miniserie andata in onda sulla BBC). Sex Education è una commedia dai toni a volte drammatici e dai risvolti pedagogici… Va bene, ma cosa fa esattamente una terapista, altrimenti detta assistente, sessuale? In Italia questa figura professionale è al momento illegale. Un disegno di legge, presentato nell’aprile del 2014 per regolamentare la materia, è rimasto lettera morta. Ne estrapoliamo un passaggio: “Tale operatore, a seguito di un percorso di formazione di tipo psicologico, sessuologico e medico, dovrà essere in grado di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva a vivere un’esperienza erotica, sensuale o sessuale e a indirizzare al meglio le proprie energie interne spesso scaricate in modo disfunzionale in sentimenti di rabbia e aggressività”. Una questione sociale poco affrontata dai media, che nella serie è indagata con il giusto tatto.

DA QUANDO: 11 Gennaio

DOVE: Netflix

NUMERO EPISODI: Otto

PER QUELLI CHE … non hanno mai osato chiedere nulla sul sesso, eppure avrebbero sempre voluto sapere.

GOOD OMENS. Sull’onda del successo di American Gods, Amazon Prime Video proporrà ad inizio 2019 una nuova miniserie basata sull’omonimo romanzo di Terry Pratchett e Neil Gaiman. Nella versione italiana il libro si intitola ‘Buona apocalisse a tutti!’ (Ed. Mondadori, 2017) e racconta della strana collaborazione tra un angelo ed un demone per evitare l’Armageddon. Insomma ancora una rilettura di temi alti, come in American Gods, effettuata con ironia britannica e satira sociale americana: un matrimonio che, se reso sullo schermo in modo visivamente efficace, potrebbe essere uno dei più riusciti della nuova stagione. Ci crediamo e ci speriamo, anche per via dell’ottimo cast, composto, tra gli altri, da Michael Sheen (Master of sex) nel ruolo dell’angelo Aziraphale e David Tennant (Jessica Jones) alias il demone Crowley . Proprio Sheen ha dichiarato a più riprese il grande affiatamento che si è venuto a creare durante le riprese con Tennant, indispensabile per dare concretezza a due personaggi che sono uno lo specchio capovolto dell’altro e che devono passare a più riprese da toni comici al registro tragico. I due personaggi dipendono l’uno dall’altro e su questa dipendenza si basa lo sviluppo narrativo. Lo stile british trova conferma nella scelta di affidare la regia a Douglas Mackinnon (Sherlock: the abominable bride) e nel sottofondo musicale, con i Queen a giocare un ruolo da protagonisti: del resto secondo Gaimann e Pratchett in ogni auto del Regno Unito c’era negli anni ’90 almeno una cassetta del gruppo di Freddie Mercury. Alla trasposizione filmica i due autori avevano già pensato in passato, sentendosi spesso rispondere in modo negativo: “No, it’s too big and too weird”. Poi sono arrivate le serie e quello che non era sostenibile lo è diventato. L’unico rimpianto è che Terry Pratchett non potrà vedere l’esito della trasposizione: è infatti mancato nel 2015.

DA QUANDO: Gennaio

DOVE: Amazon Prime

NUMERO EPISODI: Sei

PER QUELLI CHE … quando pensano all’Apocalisse e alla fine dei tempi se la ridono pensando all’auto nuova del vicino sepolta sotto un macigno piovuto dal cielo.

 

I AM THE NIGHT. C’è molta attesa per questa miniserie in sei puntate, prodotta e diretta da Patty Jenkins, regista di Wonder Woman. Tratta dall’autobiografia di Fauna Hodel intitolata One day she’ll darken, I am the night si candida ad essere una delle storie di mistero più avvincenti dell’anno. India Joy Eisley, attrice salita alla ribalta per aver interpretato Ashley Jurgens in The Secret Life of the American Teenager, veste qui i panni della stessa Hodel, autrice del libro. Abbandonata dalla madre alla nascita, nel 1949, in un casinò del Nevada (!), una volta cresciuta si interessa al proprio passato, scoprendo di essere legata al dottor George Hodel, ginecologo di Los Angeles coinvolto nel caso di cronaca ‘Black Dahlia’, oggetto di un celebre romanzo di James Ellroy e di un altrettanto celebre film di Brian De Palma. A rendere il tutto ancora più intrigante, direttamente da Star Trek, c’è un Chris Pine nella doppia veste di attore (da quanto si evince, in ottima forma) e di produttore esecutivo. Jay Singletary, ex-marine convertitosi alla professione di reporter, è interessato al caso, e scoperchia, man mano, il coperchio di un mondo torbido e pericoloso. Nel secondo trailer rilasciato dalla casa madre TNT, Chris alias Jay urla terrorizzato a qualcuno: “Can you dig it?”. Cosa ci sarà da scavare, o da disseppellire? Le prime anticipazioni ci consentono di percepire una strabiliante tensione. Interni lussuosi, abitati da personaggi abituati alle peggiori nefandezze, ospitano giochi perversi, incluso un rituale sessuale parente di una certa scena di Eyes Wide Shut. Pare che molte sequenze siano state girate nella vera casa della famiglia Hodel, progettata addirittura da Frank Lloyd Wright. Il temibile ginecologo è interpretato da Jefferson Mays, attore di dura scorza teatrale, diretto al cinema da Paul Thomas Anderson e da Hal Hartley. Ce n’è abbastanza?

DA QUANDO: Negli USA da fine gennaio

DOVE: TNT

NUMERO EPISODI: Sei

PER QUELLI CHE … amano il giallo che si tinge di nero. E anche di rosso!

 

TRUE DETECTIVE. Quando utilizziamo il termine showrunner molti di noi pensano a figure come Nick Pizzolatto. L’uomo che ha il totale controllo creativo dello show, l’anima che può intervenire dove e come meglio crede, in particolare a livello di sceneggiatura, ma non solo. Pizzolatto è stato il valore aggiunto delle prime due stagioni di True Detective e lo sarà anche nella terza. La serie antologica HBO punterà ancora una volta sulla variabile temporale. La vicenda narrata si svolgerà infatti su tre segmenti temporali e vedrà come catalizzatore dell’azione il detective di colore Wayne Hays  (Mahershala Ali, già premio Oscar per Moonlight) alle prese con un macabro omicidio di bambini che ha cercato di risolvere per tutta la sua carriera. Riuscirà l’attore afroamericano a non sfigurare nel confronto con Matthew McConaughey e Woody Harrelson?

TD3 si svolgerà nel cuore degli Ozarks, altopiano tra Arkansas e Missouri: sappiamo bene quanto peso abbia rivestito l’ambientazione nelle stagioni precedenti, facendo da controcanto alle emozioni dei protagonisti, non solo come estensione dei personaggi, ma anche loro completamento. Nella prima stagione i paesaggi desolati della Louisana, sospesa tra industria in decadenza e campagna ancestrale, avevano svolto un ruolo determinante: Pizzolatto ha descritto i paesaggi dell’Arkansas che vedremo in questa stagione come “usciti direttamente dalla mia immaginazione”. Anche Hays dichiara che il suo personaggio non si muoverebbe nello stesso modo in un altro contesto e che per interpretarlo ha acquisito il ritmo di quello che lo circondava. La maggior parte degli episodi avrà Jeremy Saulnier (Hold the dark) in regia, ma ci sarà spazio anche per lo stesso Pizzolatto e Daniel Sackheim (The Leftovers).  Il conto alla rovescia è partito …

DA QUANDO: Gennaio

DOVE: Sky Atlantic

NUMERO EPISODI: Otto

PER QUELLI CHE … non si rendono ancora conto di come sia stato possibile fare una serie così bella in un paesaggio così schifoso come la Louisiana.

AMERICAN GODS. È con trepidante attesa che i fan di Neil Gaiman stanno aspettando la seconda stagione di questa serie che nel 2017 ha portato sullo schermo l’omonimo romanzo di uno degli artisti più versatili degli ultimi anni. La serie racconta le vicende di Shadow Moon, un ex detenuto reclutato da un enigmatico Mr. Wednesday per un’avventura che coinvolge divinità ed eroi di tutte le tradizioni, da quella celtica a quella norrena, da quella greca all’egiziana fino ai più recenti miti moderni, con personaggi come Media. La prima stagione si concludeva con gli dei in procinto di scatenarsi in una guerra in cui il vecchio (Mr. Wednesday-Odino) ed il nuovo (Mr. World) erano pronti a fronteggiarsi senza esclusione di colpi.

Questa seconda stagione presenterà certamente delle differenze a causa dell’addio di diverse figure di riferimento, non solo l’attrice Kristin Chenoweth che interpretava la Dea Easter nella prima serie, ma soprattutto Bryan Fuller (Heroes, Hannibal) e Michael Green (Logan, Blade Runner 2049). Entrambi non solo ottimi professionisti, ma coloro che più degli altri hanno creduto e cercato caparbiamente di adattare un romanzo che fino ad allora era sembrato inadattabile. Senza di loro la nuova stagione riuscirà lo stesso a coniugare la fedeltà alle tonalità emotive del libro di Gaiman con quelle libertà narrative, colte e sempre funzionali, che abbiamo apprezzato nella prima stagione dello show? Staremo a vedere se e come Jesse Alexander, già collaboratore di Fuller, riuscirà a raccogliere l’eredità dei due showrunner.

DA QUANDO: Marzo

DOVE: Amazon Prime Video

NUMERO EPISODI:  Dieci

PER QUELLI CHE … vogliono immergersi in una tempesta sensoriale e staccare i piedi da terra  senza far uso di stupefacenti.

CITY ON A HILL. Attenzione! Sta tornando Kevin Bacon nel ruolo di ex federale problematico, a tre anni dalla chiusura (temporanea?) di The Following. City on a Hill nasce da un’idea di Ben Affleck, produttore esecutivo della serie insieme a Matt Damon, Barry Levinson, James Mangold e Michael Cuesta. Nel cast figurano, tra gli altri, Rory Culkin, Aldis Hodge e Kevin Chapman. Cosa attendersi da City on a Hill, se non il meglio? La serie è rimasta in gestazione per un paio d’anni, prima di entrare nel vivo della realizzazione. David Nevis, presidente di Showtime, in un comunicato diffuso alla stampa ne ha esplicitato il carattere ‘di genere’, un poliziesco ambientato a Boston nei primi anni Novanta, e al contempo ha messo in luce l’intenzione più profonda degli autori, ovvero esplorare le dinamiche interne, nascoste, del sistema giudiziario americano, senza fare sconti alle vicende di corruzione e allo strisciante razzismo diffuso tanto nella società quanto nelle stesse organizzazioni. In tempi di recidiva della questione razziale e di atteggiamenti irresponsabili da parte di una certa parte politica, non è poco. Siamo dentro un percorso solcato con successo, di recente, dall’ottima serie Seven Seconds. Jackie Rhodes, già agente di lungo corso dell’FBI, dalla condotta non irreprensibile, affianca un procuratore distrettuale afroamericano inviato appositamente da Brooklyn, Decourcy Ward, nel tentativo di ripulire gli ingranaggi, alquanto compromessi, della giustizia locale. Rhodes cerca un riscatto personale, Ward è spinto da motivazioni che vanno oltre il semplice dettato professionale. Ci troviamo di fronte all’ennesima, classica coppia improbabile del cinema e, ovviamente, della serialità. Il regista Gavin O’Connor ha dichiarato che dalla sceneggiatura di Chuck McLean, mente creativa di City on a Hill, ci dobbiamo aspettare “un’opera alla Shakespeare” intrisa di codici tribali, “famiglia, sangue, tradimento e onore”. Speriamo che l’attesa sia adeguatamente ripagata.

DA QUANDO: Maggio 2019?

DOVE: Showtime

NUMERO EPISODI:  Dodici

PER QUELLI CHE … adorano gli affreschi sociali e i ritratti sofferti dell’America contemporanea.

HOMELAND. Alex Gansa, ideatore e produttore della serie insieme ad Alex Gordon, è stato chiaro: l’ottava stagione di Homeland sarà anche l’ultima. Le vicende complesse e tormentate di Carrie Mathison, (ex) agente CIA affetta da disturbo bipolare, sono arrivate quindi alla fine. Di certo, si sa che l’ambientazione  degli ultimi episodi non è stata individuata in un’America parallela, o distopica. Homeland, infatti, trasloca in Israele. Curiosamente (o forse non è un caso?), proprio Israele è la patria della serie originale, Hatufim, dalla quale Homeland prese le mosse nel 2011. Inoltre, sempre Gansa ha ammesso di aver inserito uno scarto temporale, a segnare uno stacco netto tra la precedente stagione e quella prossima ventura. La serie con Claire Danes e Mandy Patinkin ha attraversato un pezzo di storia statunitense, e mondiale, mantenendo sempre uno standard qualitativo elevato e mostrando una rara sensibilità  nell’intercettare le peculiarità del momento politico. Homeland, apprezzata esplicitamente dall’allora Presidente Obama, è stata anche investita, spesso, da polemiche incrociate. Islamofobica? Antisemita? Infarcita di stereotipi sul mondo arabo e mediorientale in genere? Troppo stretti i legami, acclarati da testimonianze dirette, tra il cast, i produttori, e la vera CIA? Di certo, Homeland rappresenta un unicum nelle serie tv. O si ama o si odia. Il barbuto Patinkin, inconfondibile volto oramai inchiodato al personaggio di Saul Berenson, si è prodigato in un’autentica dichiarazione d’amore, rilasciata all’Hollywood Reporter: “lavorare in Homeland è stata un’esperienza straordinaria che mi ha cambiato la vita”. L’epilogo israeliano incuriosisce molto i fedelissimi della serie. Chiudere in un contesto caratterizzato da un conflitto pluridecennale, delicatissimo per gli assetti geopolitici internazionali, è scelta spigolosa, ardita, rivoluzionaria. Poteva essere altrimenti?

DA QUANDO: Giugno 2019

NUMERO EPISODI: ?

DOVE: Showtime (USA) / Fox (ITALIA)

PER QUELLI CHE … sognano di spiare il vicino o la vicina di casa.

CERCANDO ALASKA. John Green, scrittore di successo, in un tweet del 30 ottobre scorso ha anticipato i nomi degli attori protagonisti di Looking for Alaska, miniserie tratta dal suo primo libro, un bestseller internazionale per ragazzi pubblicato in Italia da Rizzoli. Kristine Froseth, vista recentemente nell’horror netflixiano Apostolo di Gareth Evans, sarà Alaska Young. Charlie Plummer, apparso nell’ultimo film di Ridley Scott, incarnerà il protagonista maschile, Miles Halter. Da circa tredici anni Josh Schwartz, creatore del mitico The O.C., aveva in mente il progetto, rinviato per vari motivi e finalmente approdato a concretezza. La serie, prodotta da Hulu dopo il disinteresse mostrato da Paramount, proprietaria dei diritti dal 2005, minaccia di diventare un cult per adolescenti. Di cosa parla Cercando Alaska? Miles, ragazzino introverso e amante della lettura, ha un’ossessione per le ultime parole pronunciate da poeti e scrittori prima di morire.

Andai nello studio di papà e cercai la sua biografia di Francois Rabelais. Mi piaceva leggere le biografie degli scrittori, anche se (come nel caso di monsieur Rabelais) non avevo mai letto le loro opere. Sfogliai il libro verso la fine e scovai la frase segnata con l’evidenziatore. (NON USARE MAI UN EVIDENZIATORE SUI MIEI LIBRI, papà me l’aveva detto mille volte. Ma sapete un altro modo per trovare subito ciò che cercate?) «Ecco, c’è questo signore» dissi, affacciandomi sulla soglia del salotto. «Francois Rabelais. Poeta. E le sue ultime parole sono state: “Vado a cercare un Grande Forse. Ecco perché voglio andare via. Così non dovrò aspettare di essere in punto di morte per mettermi in cerca di un Grande Forse”.

I suoi migliori amici di scuola, a Culver Creek, sono appunto Alaska, bellissima e anticonformista, e il brillante, intelligentissimo Chip, proveniente da una famiglia umile. L’idillio giovanile è infranto dalla morte della ragazza, in un incidente d’auto dalle dinamiche non chiare. E’ stato il caso, oppure la malinconica Alaska ha cercato volontariamente di mettere fine ai suoi giorni? Visti i nomi in campo, la serie promette bene. Resta da scoprire se sarà appetibile anche per il pubblico degli adulti.

DA QUANDO: non disponibile.

NUMERO EPISODI: Otto

DOVE: Hulu

PER QUELLI CHE … sono in astinenza perenne da Stranger Things.

THE SOCIETY.  Dovremo aspettare qualche settimana in più per vedere questa nuova serie in uscita prima dell’estate su Netflix e ispirata a “Il signore delle mosche” di William Golding. Non che ne siano mancate in passato, con alterne fortune, dalla lettura di Peter Brook del 1963 a quella del 1990 di Harry Hook. Quello che trova conferma ancora una volta è il legame fortissimo e vitale tra serie e letteratura. Se poi il progetto si dimostrerà una delle numerose serie Young Adult di questi anni o avrà qualcosa di più originale da dire, questo lo vedremo strada facendo. Ad oggi sappiamo che lo show tratterà di un gruppo di adolescenti che si ritrovano in modo improvviso da soli, senza i genitori, in una cittadina in tutto e per tutto simile a quella in cui vivevano nel New England. All’euforia e al senso di libertà iniziale subentra la necessità di stringere alleanze per sopravvivere e cercare di capire cos’è successo. Tra di loro avranno un ruolo importante  Kathryn Newton che ricorderete in Big Little Lies e in Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Rachel Keller (Legion, Fargo), confermando così le interpretazioni di una storia attenta alla valorizzazione della leadership femminile. Le due attrici interpreteranno due sorelle, rispettivamente Allie e Casandra e attorno al loro rapporto si svilupperà la vicenda.  I produttori saranno Marc Webb (Crazy Ex Girlfriend, The Amazing Spiderman) e Chris Keyser (Party of five), entrambi coinvolti anche a livello di realizzazione.

DA QUANDO: prima metà del 2019

NUMERO EPISODI: Dieci

DOVE: Netflix

PER QUELLI CHE … da adolescenti (e non solo) avrebbero voluto far piazza pulita di tutti quelli che li circondavano, almeno fino all’ora di cena!

Oltre a queste il 2019 ci proporrà altri graditi ritorni di cui però al momento possiamo dire poco: seguiremo certamente con attenzione e vi terremo aggiornati sulle date di uscita in Italia delle nuove stagioni di Mindhunter, la serie di David Fincher che esplora la mente dei serial killer e che vedrà tra i protagonisti anche Damon Herriman nel ruolo di Charles Manson; dovremo attendere invece l’estate per tornare nella cittadina di Hawkins ed assistere alle nuove avventure della serie dei fratelli Duffer, Stranger Things 3 che prevede la conferma di tutto il cast delle stagioni precedenti con l’aggiunta di Francesca Reale nei panni di una bagnina attorno a cui si svilupperà una parte rilevante della stagione e di Maya Hawke, Robin, un nuovo personaggio che nasconde interessanti misteri. L’ultima stagione del Trono di spade è invece prevista per il prossimo Aprile e l’attesa dei fan della serie HBO per il grande conflitto tra ghiaccio e fuoco che sta per scatenarsi a Westeros è già alle stelle. Stiamo parlando della serie più premiata dall’Academy of Television Arts & Sciences (47 Premi Emmy e soprattutto 128 Candidature!) e che ha intenzione di salutare i suoi fan con una stagione di pochi episodi (sei), ma di assoluta qualità.

Insomma, buon anno e buona visione a tutti!

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.