Luca Guadagnino e l’ossessione per Aryan Papers

Il bellissimo profilo che il New Yorker ha dedicato al nostro Luca Guadagnino non smette di fornire spunti interessantissimi.

Vi invitiamo a leggerlo per intero qui.

In ogni caso, proprio prima della fine, Nathan Heller racconta dell’ossessione di Guadagnino per un progetto, che Stanley Kubrick ha lasciato a metà, all’inizio degli anni ’90.

Durante i minuti finali di Suspiria compare una scritta in tedesco “Ahnenpaß“ ovvero Aryan Papers.

Aryan Papers era proprio il nome del progetto che Kubrick voleva dirigere per la Warner nel 1993, adattando il romanzo Wartime Lies di Louis Beagley.

Il soggetto pronto, gli attori scelti, i costumi provati: poi il successo di Schindler’s List lo convinse a soprassedere.

Guadagnino vorrebbe disperatamente rimettere le mani su quella storia, incaricando il fidato David Kajganich di scrivere una nuova sceneggiatura.

Il romanzo che trae ispirazione dall’esperienza di Begley ed è raccontato molti anni dopo da un distinto borghese, ebreo polacco, che in gioventù aveva ricevuto i documenti falsi, che gli hanno consentito di passare per cattolico e ariano, salvandosi dalle atrocità della guerra.

Chissà che il Kubrick Estate, che detiene i diritti, prima o poi glielo consenta…

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