Upgrade. Recensione in anteprima!

Upgrade **1/2

L’australiano Leigh Whannell è stato, nel corso degli ultimi quindici anni, lo sceneggiatore di fiducia di James Wan, lavorando con lui sin dai tempi di Saw e contribuendo a lasciare un segno decisivo nel panorama horror contemporaneo. Parallelamente è apparso come attore in molti piccoli ruoli da Matrix Reloaded, sino al prossimo Aquaman.

Il suo debutto alla regia è del 2015 con Insidious 3 – L’inizio, il prequel della saga della famiglia Lambert.

Upgrade è il suo secondo film e si discosta significativamente da quanto scritto in passato: qui siamo nel regno della fantascienza, a mezza strada tra Robocop ed Ex Machina.

Recuperando echi cyberpunk, aggiornati ad ansie e timori moderni, Whannell costruisce un B-movie solido, inquietante, che mescola ironia e iperviolenza con notevole equilibrio e che ruba con competenza ai classici del recente passato.

Siamo in un futuro imprecisato, nei sobborghi residenziali di una grande metropoli: qui vive e lavora Grey, il protagonista, un meccanico che ripara vecchie auto, per clienti facoltosi. La moglie Asha invece lavora per una società high-tech, la Cobolt.

Dopo aver consegnato una delle vetture old style al milionario Eron Keen, visionario creatore della Vessel, Grey e Asha hanno un incidente con la loro auto a guida automatica: un commando di quattro uomini a volto coperto, uccide Asha a sangue freddo e lascia Grey tetraplegico.

Costretto su una carrozzina, il protagonista non riesce a darsi pace, la poliziotta che segue il caso sembra non avere una pista solida da seguire e il rancore e la frustrazione diventano parte essenziale della sua esistenza.

In ospedale riceve la visita proprio di Eron Keen, che gli propone un’operazione sperimentale e top secret: la sua società potrebbe installargli STEM, un piccolo chip prodotto dalla Vessel, capace di ridargli la possibilità di camminare. Ma nessuno lo deve sapere.

Solo che STEM è un’intelligenza artificiale, che diventa sempre più invadente, trascinando Grey in una spirale di violenza e vendetta…

Upgrade, girato grazie alla Blumhouse in Australia con un microbudget, ribalta sapientemente i limiti in opportunità, sin dalle scelte estremamente minimaliste sulle scenografie dei set utilizzati – la casa di Grey, quella di Eron, la centrale di polizia, il bar malfamato, la casa abbandonata degli hacker.

Ridotta al minimo l’influenza della CGI a qualche panoramica sulla città del futuro, il film gioca le sue carte sul campo del cinema di genere, con inseguimenti d’auto, lotta corpo a corpo, arti marziali e sparatorie, che donano ad Upgrade un look sanguigno e low-fi.

Il revenge movie scolora via via in una fantasia cospiratoria, con il protagonista messo in mezzo da forze molto più grandi di lui. La concentrazione narrativa e la linearità dell’intreccio, che spinge Grey a perdere pian piano il controllo di sè e della propria mente, oltre che del proprio corpo, è costruita con precisione.

Il tema dell’uomo-macchina, così centrale nella riflessione cyberpunk degli anni ’80, trova qui un’interessante variazione e aggiornamento. Eppure Whannell lascia che sia il racconto a trascinare con sè gli interrogativi più filosofici, mantenendo al centro del film l’ossessione del suo protagonista.

Whannell non inventa nulla, ma organizza le sue molteplici fonti d’ispirazione, con competenza: sorretto da una sceneggiatura, che maschera perfettamente anche le sue debolezze, ancorandosi ad un racconto di vendetta e rinascita, tipicamente di genere, Upgrade è uno di quei film, che una volta avrebbero sollecitato un piccolo culto, tra gli appassionati.

Ma oggi i cult movies si sono estinti: il fascino della visione collettiva in qualche sala di seconda visione o in una rassegna ad hoc non esiste più, così come la scoperta sugli scaffali di una videoteca. I nostri onnivori schermi casalinghi e internet hanno sostituito il piacere un po’ clandestino dell’opera maledetta, dandoci l’illusione di avere tutto sotto mano e sotto controllo.

Upgrade merita una chance, difficile però sapere se e quando il film sarà distribuito in Italia: tenetelo d’occhio!

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